A Seveso, per la festa del 25 Aprile, l’Anpi Seveso è comunque intervenuta al termine del discorso del sindaco. A prendere parola è stata la presidente Giulia Spada, dopo che il primo cittadino Luca Allievi aveva dichiarato conclusa la cerimonia.

Il via da Baruccana

Il 25 Aprile sevesino era stato preceduto da polemiche, vista la decisione del sindaco di non far parlare l’Anpi Seveso a conclusione del proprio intervento. Le celebrazioni sono iniziate a Baruccana in mattinata, con un corteo che ha raggiunto piazza Italia. I componenti dell’Anpi hanno guidato la testa del corteo, a cui hanno partecipato anche gli Alpini, l’Associazione Carabinieri in congedo, le autorità civili e militari e la filarmonica San Clemente. In piazza è stata deposta, ai piedi del monumento ai Caduti, una corona d’alloro. “Non dobbiamo dimenticare il sacrificio fatto da chi ha perso la vita per volere un’Italia unita e non divisa e sopraffatta” ha commentato il primo cittadino.

Corteo in centro e messa

Un secondo corteo, accompagnato questa volta dalle bande La Cittadina e Santa Cecilia, è invece partito dal Comune ed è arrivato fino alla chiesa prepositurale. Qui si è svolta la messa, celebrata da don Carlo Pirotta, che ha poi benedetto la corona d’alloro, deposta ai piedi del monumento di piazza IV novembre. “Sia il 25 aprile che la Pasqua, quest’anno cadute vicine, sono due momenti di liberazione. Cristo ci riconduce ad una liberazione interiore” ha affermato il parroco nell’omelia. Dopo la funzione il corteo è ripartito in direzione piazza IV novembre.

“Ricordare la fine di una guerra civile”

Dopo la deposizione della corona davanti al monumento ai Caduti, si è tenuto il discorso del sindaco Luca Allievi: “Dobbiamo ricordare il 25 Aprile come la fine di una guerra civile, dove fratelli italiani si sono scontrati tra loro. Tutti i morti devono essere messi sullo stesso piano e dobbiamo riflettere uniti su quanto accaduto. Il popolo non può dividersi sulla festa del 25 Aprile. Lo dobbiamo a coloro che hanno perso la vita e che ci hanno lasciato in eredità fratellanza e libertà”.

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“L’Anpi continuerà a parlare”

Dopo che il sindaco ha sancito la chiusura della cerimonia, Giulia Spada, presidente della sezione sevesina di Anpi, ha preso parola con un microfono portato dall’associazione, mentre il sindaco e le autorità civili lasciavano la piazza. “Circa una settimana fa l’Anpi ha incontrato il sindaco per concordare le modalità delle celebrazioni dell’anniversario della Liberazione. Ci veniva confermato il programma della mattinata, comunicandoci che al termine del corteo sarebbe intervenuto solo il sindaco e non sarebbe stato previsto il contributo di parola di Anpi. Una decisione che ci pare un tentativo autoritario di liquidare la nostra espressione, silenziando mediante censura la nostra voce. Il 25 Aprile si celebra la Liberazione dal nazifascismo e la costruzione della democrazia ad opera di partigiani e partigiane di ogni estrazione politica e culturale di cui Anpi raccoglie e rappresenta la memoria e l’eredità morale. La Resistenza è la lotta di un popolo per la sua liberazione e insieme lotta di liberazione di tutti i popoli. Sempre più spesso ultimamente il potere sta cercando di proporre narrazioni sostitutive intorno alla Resistenza e alla Liberazione banalizzando, talvolta addirittura criminalizzando fatti e protagonisti. Stiamo assistendo ad un vero e proprio revisionismo storico pianificato e finalizzato a mettere in discussione la legittimità dell’antifascismo. Oggi più che mai è fondamentale vigilare ed esercitare una presenza che sia pietra di consapevolezza contro una concezione autoritaria dell’esercizio del potere. Il 25 Aprile è la festa di tutte e di tutti, in cui si celebra il sacrificio della vita in favore della libertà. Ma è una libertà in senso ampio quella di cui dobbiamo ringraziare le nostre partigiane e i nostri partigiani: non ultima la possibilità di aver gettato le basi di un’Europa che nei sogni dei fondatori, doveva essere casa di tutti. Uno dei nostri compiti è che ciò che è stato non si ripeta. I morti non sono tutti uguali: c’è chi è morto per affermare la nostra libertà e chi invece è morto per togliercela. La memoria è esercizio di libertà, il futuro si costruisce sulla consapevolezza del passato, ce l’ha insegnato il nostro partigiano Carlo Lupo Visconti, venuto a mancare da poco: a lui dedichiamo questo momento. L’Anpi non si censura e continuerà a parlare, in particolare il 25 aprile”. Al termine del discorso i presenti hanno tributato un lungo applauso.