“Se sei disabile nessuno ti assume”. E’ il rammarico di Giulia Serra, 28enne appassionata di scherma, figlia del fotografo Paolo. Da quando è nata è costretta su una sedia a rotelle.

Giovane in cerca di un posto fisso

La sua condizione non le impedisce di lavorare. Ma dopo sette anni trascorsi tra un tirocinio e l’altro, non ha ancora un posto fisso. E questo nonostante sia iscritta al Sil, il Servizio inserimenti lavorativi del Consorzio Desio-Brianza. Un servizio con la finalità dell’inserimento lavorativo per ragazzi disabili dopo un periodo di formazione che può durare da qualche mese sino al massimo due anni. Per poi trasformarsi, se tutto va bene, in un’assunzione. Cosa che di fatto non è mai avvenuta.

Chi è Giulia Serra

Una ragazza solare con quei suoi riccioli neri e un sorriso che riesce a conquistare tutti. Abita a Sovico con la famiglia che è conosciuta soprattutto a Biassono dove il papà Paolo è titolare da tempo di un negozio di fotografia in piazza Italia. Dalla nascita è affetta da una patologia che le impedisce di deambulare. E’ una giovane determinata ma i continui “no” all’assunzione di un posto fisso ultimamente l’hanno scoraggiata.

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Sette anni di tirocini

Dal 2012 al 2017 Giulia ha svolto il suo percorso lavorativo presso varie aziende pubbliche e private del territorio. Per lei sicuramente stimolo e occasione per imparare sul campo un’attività lavorativa nuova e sempre arricchente. Aziende che le venivano proposte dal Sil. Nulla da dire sulle esperienze di per sé positive con colleghi e persone sempre molto disponibili.

Il rammarico anche dei genitori

“Vorremmo portare a conoscenza l’esperienza di Giulia che, dopo lunghi periodi di tirocinio, ad oggi, non ha ancora ottenuto risultati concreti. O meglio non riusciamo a capire perché queste esperienze siano fini a se stesse senza un futuro o qualche sbocco concreto nel mondo lavorativo”.

La delusione di Giulia

Gulia pratica scherma e gareggia per la Società Brianza Scherma Monza. E’ già riuscita a salire sul podio durante una competizione. “In questo momento sono un po’ delusa e sconfortata. Sì, sono sicuramente limitata nei movimenti, ma questo non mi impedisce di lavorare. Diventa per me difficile rimettermi sempre in gioco, conoscere nuove persone per poi perdere tutto e iniziare una nuova esperienza sempre precaria. Mi sono un po’ stancata di questa situazione, sono scoraggiata e demoralizzata perché voglio lavorare ma nessuno mi assume”.