Abusi sulla figliastra, otto anni di carcere per l’orco. In più un risarcimento di 25mila euro. L’uomo, un 51enne dell Ecuador è stato invece assolto dalle accuse di maltrattamento alla ex moglie, madre della ragazzina.

Abusi sulla figliastra

Otto anni di carcere e un risarcimento di 25 mila euro alla figliastra. Questa la condanna in primo grado, pronunciata oggi in abbreviato dal Tribunale di Monza nei confronti di un 51 enne dell’Ecuador processato con l’accusa di aver abusato per anni della figliastra. L’uomo è stato invece assolto dalle accuse di maltrattamento alla ex moglie, madre della bambina. “Ricorreremo certamente in Appello, attendiamo di leggere le motivazioni”, ha commentato l’avvocato dell’uomo, Paolo Rivolta.

I fatti

Avrebbe dovuto essere il suo “secondo papà” e invece si era trasformato in orco, capace di strapparle l’infanzia e l’adolescenza, sottoponendola a brutali sevizie psicologiche e abusi sessuali da quando aveva otto anni. Il 51enne dell’Ecuador era stato arrestato dalla Polizia con l’accusa di violenza sessuale su minore sulla sua figliastra.

Il dramma

“Non ce la faccio più, sono stanca, voglio andare via da qui, da questo paese, non voglio più studiare. Ti prego mamma, lasciami andare”. Queste le parole, tra le lacrime, che una diciassettenne da tempo residente nel torinese, aveva riferito a sua madre. La donna, stupita, non aveva lasciato perdere e, volendo capire cosa avesse turbato così sua figlia, le aveva chiesto un incontro in un giardinetto, dove aveva convocato anche suo fratello e zio della ragazza. “Vogliamo capire cosa ti turba così tanto, cosa è successo, parla con tua mamma tesoro” e, finalmente, la rabbia e gli anni di segreti taciuti a suon di minacce e botte, erano venuti a galla. “Ha abusato di me, per nove anni, adesso sono stanca”. Questa la frase che ha spinto la madre della ragazza a portarla di corsa dalla Polizia, a Torino. Lì, ascoltata con le dovute cautele, la ragazzina aveva raccontato il suo incubo, iniziato nel 2008 a Monza, in una casa al confine con Cinisello, dove viveva con il patrigno e sua madre.

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L’orco

Con la scusa di “proteggerla dagli adulti cattivi” insegnandole cosa potevano farle, l’uomo, allora quarantenne, la costringeva a guardare film pornografici in tv, mentre abusava di lei. Nel tempo le violenze erano diventate sempre più frequenti e terribili. Se la bambina piangeva o faceva resistenza, il mostro la sollevava da terra per le orecchie, la picchiava con ciabatte e cinghie stando attento a non lasciarle segni, le stringeva le mani al collo o la minacciava con coltelli e mazze da baseball. “Se parli mostro a tua madre che cosa mi fai”, le diceva inoltre, forte delle fotografie che le scattava durante le violenze. Ad un certo punto, per motivi di lavoro, la famigliola si era trasferita all’estero, in due differenti Paesi. Durante la prima permanenza all’estero gli abusi erano diminuiti, la bimba era sempre controllata dai parenti ma poi, durante il secondo soggiorno fuori Italia e dal rientro nel 2016 con il trasferimento a Torino, le molestie erano ricominciate.

Le indagini

Ormai devastata da anni di torture psicologiche e violenza, la diciassettenne era però crollata, mettendo in moto le indagini. Sua madre aveva cacciato di casa il compagno, ma lo aveva anche avvisato della denuncia e l’uomo era fuggito da Torino per rifugiarsi a casa della figlia naturale, ancora residente a Monza. Arrestato dalla Polizia di Monza, che ha operato insieme a quella di Torino, l’uomo era stato accompagnato in carcere. Il Gip del Tribunale di Monza aveva convalidato immediatamente l’arresto. Il 51 enne, assistito dall’avvocato Paolo Rivolta del foro di Monza, si era avvalso della facoltà di non rispondere.