Associazione per delinquere: cinque arresti e indagini in corso tra Verona, Milano e Salerno. Un prestanome, autisti occasionali e prezzi concorrenziali hanno messo in crisi il mercato e truffato diverse aziende.

Un triangolo tra nord e sud

L’operazione è stata portata a termine nei giorni scorsi, ed è stata frutto di diverse settimane di indagine partita da Verona, da una ditta che venne rilevata a inizio anno. Un’indagine condotta dalla polizia stradale di Verona sud e dal suo comandante Girolamo Lacquaniti, con il supporto del servizio di quella di Roma, e che ha portato il Pm (Pubblico Ministero) della Procura di Verona Marco Zenatelli a richiedere e ottenere dal Gip (Giudice per le Indagini Preliminari) Marzio Bruno Guidorizzi l’emissione di diverse custodie cautelari in carcere nei confronti di una serie di soggetti accusati dei reati di: associazioni per delinquere (articolo 416 C.P.) finalizzata a truffe, appropriazione indebita, ricettazione e riciclaggio. L’operazione ha interessato le province di Verona, Salerno e Milano.

Gli arrestati


Sono cinque gli uomini catturati e arrestati in questi giorni: a Verona sono scattare le manette per Tiziano Bosetto classe 1966, Simone Polizianiclasse 1973, a Salerno è stato preso Salvatore Romano classe 1979, a Nocera Inferiore il trentatreenne Leonardo Vastola e agli arresti è finito il sessantottino leccese residente a Milano Bruno Brandini.

Si tratta di uomini con precedenti diversi di polizia per reati analoghi, sono considerati professionisti per questo genere di attività.

Modus operandi

Hanno attratto un’azienda in difficoltà proponendole un risanamento con delle condizioni, come quella del prestanome. Dopo questa intesa si proponevano sul mercato a prezzi nettamente inferiori, chiedevano la metà rispetto alla concorrenza alle ditte che hanno bisogno di terzi per il trasporto delle merce. Arrivavano dunque dal cliente con una bolla di trasporto valida, ma non portavano a destinazione la merce. Un vortice che genera dei danni consistenti al mercato. In due operazioni di questi cinque soggetti sono state recuperate merci per un valore, all’ingrosso, di 400 mila euro circa.

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Il comandante della polizia stradale di Verona sud Girolamo Lacquaniti ne ha spiegato il modus operandi sviscerato dalle attività di indagine delle ultime settimane: “Questo gruppo ha creato la propria credibilità andando a individuare una ditta conosciuta nel settore trasporti e in difficoltà, rassicurando il gestore con la dimostrazione di voler investire nel settore, in cambio di questo aiuto, però, a capo è stato messo un loro prestanome”.

Avevano a disposizione un paio di camion, tra i quali uno è poi essere risultato rubato, su di questi poi cambiavano le targhe continuamente. I camionisti, invece, sono persone che con non sembrano essere interessanti dal punto di vista investigativo, perché si tratta di persone assoldate occasionalmente per trasportare, come qualsiasi altra azienda.

Le operazioni

Una bella intesa tra autotrasportatori e polizia stradale ha favorito queste indagini, perché alcune ditte avevano segnalato il problema. In un caso, per esempio, un carico è stato recuperato grazie alla segnalazione di un camionista.

La prima operazione, quella che ha condotto all’arresto dei cinque uomini ha riguardato diversa merce come cosmetici, generi alimentari e materia prima plastica, pellet di plastica, per un valore di circa 150 mila euro.

Parallelamente, c’è stata un’altra operazione e ha interessato invece un tipo di merce particolare, come i gruppi elettrogeni e materiale ferroso pregiato per un valore di circa 250 mila euro.

Le merci che questi prelevavano e non facevano arrivare a destinazione non appartenevano a un settore merceologico preciso. Tutto era ben accetto per essere prelevato e poi immesso nel mercato a proprio vantaggio.

Perquisizioni fruttuose

“Nelle perquisizioni fatte in fase di arresto è stato trovato molto materiale di interesse investigativo – ha affermato Lacquaniti -. Il mondo dell’autotrasporto nasconde grandi possibilità per le organizzazioni criminali. Verona è un centro fondamentale per l’autostrasporto e le associazioni di categoria ci chiedono di vigilare. Se qualcuno imbroglia, non solo truffa, ma stronca le aziende sane con un danno indotto dalla concorrenza sleale.