E’ valtellinese il padre dei due bambini uccisi dal treno in Calabria mentre andavano al mare.

Bambini uccisi dal treno mentre vanno in spiaggia

Mercoledì 8 agosto, intorno alle 15:30, due fratellini, Giulia (detta Gilla) e Lorenzo Pipolo, sono stati travolti e uccisi dal treno in transito sulla linea tonica tra Brancaleone e Locri mentre erano sui binari. I due, di 6 e 12 anni, erano in vacanza con la madre, Simona Dall’Acqua, la sorella maggiore Benedetta e il compagno della madre Antonio Alfonso Parpiglia. Erano in vacanza a Brancaleone poiché quest’ultimo, professore di lettere al corso serale dell’Istituto tecnico Giorgi a Milano, è originario di lì. I bambini sono morti nell’impatto con il convoglio mentre la madre è in coma agli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria. Il compagno è rimasto illeso mentre la figlia maggiore non era presente al momento dell’impatto. Il padre, Peter Pipolo, residente a Sondrio, ha raggiunto la cittadina calabrese nella serata di ieri.

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La dinamica della tragedia

Da una prima ricostruzione sembrerebbe che che la piccola Giulia, affetta da autismo, sia scappata di mano alla madre dopo che avevano terminato l’attraversamento dei binari tornando al centro delle rotaie. Il suo fratellino, che probabilmente si era accorto dell’arrivo del treno, si è lanciato sui binari per cercare di salvarla. Purtroppo il suo tentativo è stato vano perché entrambi hanno perso la vita su quei binari.

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La gente di Brancaleone incurante del pericolo

A Brancaleone però le brutte abitudini non cambiano, nemmeno dopo una tragedia di questa portata. Le persone continuano ad attraversare i binari per raggiungere la spiaggia invece di servirsi del sottopassaggio. Eppure quello più vicino si trova solo a 200 metri dal punto esatto in cui i due fratellini hanno perso la vita. Ma tutti sono incuranti del pericolo e sui binari continua ad esserci un via vai di gente: anziani, giovani, bambini e mamme con i neonati.