Bellusco piange “Nonna Lina”. Giovedì si è spenta Lina Parolini, che lo scorso gennaio aveva festeggiato un secolo di vita.

Era conosciuta in tutto il paese

Si è spenta giovedì mattina Lina Parolini, che lo scorso 31 gennaio aveva tagliato il traguardo del secolo di vita. Una giornata speciale, festeggiata con un pranzo comunitario in parrocchia, alla presenza di don Andrea Bianchi e dell’allora sindaco Roberto Invernizzi, che non erano voluti mancare alle celebrazioni.  Con loro anche tanti belluschesi, che vedevano in «nonna Lina» una vera e propria istituzione.  Belluschese doc, aveva prima vissuto in via Ponchielli, quindi si era trasferita in piazza Kennedy, a pochi passi dalla chiesa di San Martino Vescovo e dal Municipio, in compagnia della figlia Giusy. Non è stata una vita facile quella di Lina, rimasta vedova dopo pochi anni di matrimonio con il marito Rodolfo Stucchi, sposato nel lontano 1943.

“Ha dovuto lavorare fino all’età della pensione allo stabilimento Bloch di Bellusco – aveva raccontato la figlia Giusy durante la festa per il 100esimo compleanno della madre – Si occupava di confezionare e inscatolare le calze che venivano prodotte. Non ha mai smesso un giorno, pur restando sempre vicina alla famiglia. Comunque è sempre stata una donna molto attiva, anche dopo essere andata in pensione”.

Fino a poco tempo fa, infatti, «nonna Lina» trascorreva buona parte delle sue giornate con in mano ago e filo, cucendo coperte da donare alla Caritas e ai meno fortunati. Nella giornata di venerdì il paese si è fermato, partecipando con grande commozione ai funerali, officiati alle 11 nella chiesa di San Martino Vescovo.  Tante le persone che hanno voluto tributare l’ultimo saluto a una figura che nel corso degli anni ha saputo entrare nel cuore di tutta la comunità.