Botte e minacce di morte alla moglie, obbligo di allontanamento per un 27enne. I maltrattamenti andavano avanti da quasi due anni.  Pesanti le accuse nei confronti di un 27enne egiziano, residente a Bernareggio. Nei suoi confronti i Carabinieri di Bernareggio hanno dato esecuzione ad un’ordinanza del Gip del Tribunale di Monza.

Botte e minacce di morte alla moglie, obbligo di allontanamento per un 27enne

Un 27enne egiziano, residente a Bernareggio, nullafacente, incensurato,  non potrà più avvicinarsi ai luoghi frequentati dalla moglie ed è stato allontanato dalla casa famigliare. A quanto risulta dagli accertamenti, l’uomo, a partire dal mese di giugno 2017 fino al mese di aprile di quest’anno, ha sottoposto la donna con cui viveva, una 43enne, a maltrattamenti di carattere fisico e psichico, impedendole di uscire di casa da sola se non per andare al  lavoro, controllando i suoi movimenti, l’utilizzo del telefono e di internet. Non solo, secondo le accuse, l’ha persino incolpata dell’aborto spontaneo avvenuto nel 2017. Per quasi due anni sarebbe andato avanti con epiteti e frasi profondamente ingiuriose e offensive, arrivando ad aggredirla fisicamente e in più occasioni a minacciare sia lei che la sua famiglia, inviandole messaggi pesantissimi, del tipo: “Se parli ancora vengo a casa e riempio di botte te e tutta la tua famiglia del c….”, “quando vengo ti spacco la faccia”, “te lo giuro sulla mia famiglia quando vengo a casa ti riempio di botte”, “tanto io non ho un c…. da perdere, in carcere ci vado volentieri, per una m…. come te ci vado”, causando uno stato di sofferenza e paura continua alla donna.

Leggi anche:  Odori molesti in corte: intervengono pompieri e 118

Tanti gli episodi, la donna viveva nel terrore

A febbraio, dopo un litigio sorto a causa di una chat intrattenuta dall’uomo con un’altra donna e scoperta dalla moglie, l’ha colpita con un calcio al ginocchio e con pugni e sberle, e l’ha offesa pesantemente. Poco dopo, di fronte alla firma dei documenti per la separazione, li ha strappati, ha insultato la donna, l’ha minacciata di morte. Poi l’ha colpita al braccio con una mensola, le ha puntato un coltello alla gola, le ha detto:  “Ti sgozzo”. Un altro episodio a inizio aprile. Questa volta il 27enne ha chiesto alla convivente di consegnargli il telefono. Al suo rifiuto le ha messo una mano attorno al collo, tanto da provocarle un mancamento. Lei si è rifugiata in auto, ma lui l’ha raggiunta e le ha detto: “Me la paghi, ti ammazzo”. Dopo quest’ultimo episodio la donna ha trovato il coraggio e ha chiamato i Carabinieri.  Gli uomini dell’Arma hanno rintracciato il 27enne all’interno dell’abitacolo della sua autovettura. A questo punto la 43enne è riuscita a denunciare tutti i soprusi subiti.