“Brianza accogliente e solidale? La Questura non autorizzi la manifestazione”. La richiesta è arrivata pochi minuti fa dal Movimento nazionale per la sovranità (Mns).

Brianza accogliente, il fatto

Il coordinamento provinciale del Movimento “si schiera contro la manifestazione organizzata dalla Sinistra”, si legge nel comunicato diramato nel pomeriggio. Il Mns motiva così la sua richiesta: “Dopo il fallito tentativo di portare nelle scuole il sindaco di Riace Mimmo Lucano, indagato con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, la Sinistra Arcobalenante ci riprova tentando di importare sul nostro territorio un modello di ospitalità distorta, improntato su un’accoglienza “massiva” che difficilmente si può adattare al nostro tessuto sociale”.

Le “paure” del Movimento

Come detto, sotto la lente c’è la manifestazione organizzata per sabato 23 dalle 14,30 in piazza Trento e Trieste da scout, associazioni di volontariato ed enti religiosi. Una manifestazione che ha raccolto l’adesione di 70 realtà associative. Tra queste anche Anpi, Cigl e Cisl Uil. “Vogliono trasformare la Brianza nella Riace del Nord – tuona Mirco Radicula del Mns – aprendo Sprar, Cas e ogni altra forma di centro di accoglienza in cui gli ospiti vivono spesso in condizioni igienico sanitarie precarie, in sovrannumero e al solo scopo di rimpinguare le tasche delle cooperative”.

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La denuncia

“Alcune città della nostra Provincia vivono condizioni precarie – aggiungono i referenti del Movimento – Alcune zone come la stazione ferroviaria sono spesso terra di nessuno, zone di spaccio e bivacchi. La nostra Provincia è stata spesso spesso spettatrice impotente di furti, stupri, aggressioni. Ora basta! Prefetto e Questura dicano no a questa iniziativa”.

L’appuntamento di sabato

La manifestazione di sabato era stata presentata nelle scorse settimane dagli organizzatori con l’obiettivo di replicare la manifestazione di Milano “People – Prima le persone” che si era svolta a inizio marzo. Un appuntamento dove le associazioni vogliono rimarcare il “sentimento” di accoglienza e ospitalità in particolar modo in disaccordo con le strategie attuate dal Governo centrale.