Cadavere murato in cantina: imprenditore a processo per omicidio

Prenderà il via il primo luglio il processo a carico di N.P., il 44enne monzese arrestato a novembre per ché ritenuto coinvolto nell’assassinio di Antonio Deiana, l’uomo ucciso nel 2012 e il cui cadavere era stato murato in una cantina a Cinisello Balsamo anni dopo. L’accusa a suo carico è quella di omicidio aggravato in concorso.

Un mistero durato sei anni

La vicenda risale, come si diceva, al 2012 quando l’allora 36enne Deiana, residente a Villa Guardia (in provincia di Como), era uscito di casa con la sua moto e, da allora, non si erano più avute sue notizie.
Sulla sua misteriosa scomparsa erano circolate le ipotesi più disparate, senza che però nessuno riuscisse a imboccare la pista giusta.
Tanto che a un certo punto, pur sospettando che non si trattasse di una semplice scomparsa, le indagini erano state interrotte.
Ma nel 2014 il caso era stato riaperto dalla Procura di Como. In un bosco della zona erano stati infatti trovati i resti del fratello, Salvatore Deiana. Scontato il collegamento al caso.

E la risposta era arrivata esattamente sei anni dopo la sua scomparsa e quattro anni dopo la riapertura delle indagini, ovvero a luglio 2018, quando L.S. (classe ‘71, residente a Cinisello Balsamo), confessando di avere ucciso a coltellate Deiana, aveva condotto gli inquirenti al luogo in cui aveva occultato il cadavere, ovvero il seminterrato di casa sua (nella foto in apertura).
L’uomo reo confesso dell’omicidio, era stato sottoposto a fermo in esecuzione del relativo provvedimento emesso dall’autorità giudiziaria.

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Le sue dichiarazioni, che nel corso dell’interrogatorio reso ai pm di Monza si era assunto la responsabilità esclusiva del delitto, erano sin da subito apparse lacunose e non avevano mutato la convinzione degli inquirenti circa il probabile coinvolgimento di almeno un’altra persona nel delitto. Le indagini erano quindi proseguite nei confronti del 44enne, imprenditore con casa in centro Monza e a capo di una società di security con sede a Biassono.

Le successive investigazioni condotte anche con l’ausilio di intercettazioni telefoniche e ambientali, avevano consentito di rafforzare ulteriormente il già importante quadro probatorio a carico dell’uomo, ritenuto dal Gip presso il Tribunale di Monza sufficiente per l’emissione del provvedimento restrittivo richiesto dalla Procura.

A dare esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Monza su richiesta della Procura della Repubblica, era stato il personale delle Squadre Mobili di Milano e Como e del Commissariato di Polizia di Stato Greco Turro.
I reati contestati a N. P.sono concorso in omicidio aggravato dalla premeditazione e soppressione di cadavere. Come disposto, il 44enne era stato portato in carcere, al Sanquirico, dove è in attesa di essere giudicato.