Casalinga uccisa: il figlio non voleva andare dallo psichiatra. Questo potrebbe essere il movente dietro l’omicidio avvenuto martedì pomeriggio.

Il movente dell’omicidio di via Sicilia

A distanza di quattro giorni dalla morte di Lucia Benedetto, trovata priva di vita all’interno del suo appartamento di via Sicilia, a Sesto San Giovanni, emergono nuovi particolari dall’inchiesta condotta dalla Procura di Monza. Il figlio 20enne della donna, Corrado Badagliacca, fermato mercoledì dai Carabinieri e accusato dell’omicidio della madre, potrebbe averla aggredita con un levatorsoli perché non voleva iniziare un percorso di cura presso il Centro psicosociale. La mattina di martedì, poche ore prima dell’omicidio, la donna e il marito 54enne si sarebbero proprio recati al Cps.

L’improvvisa aggressione con un levatorsoli

La Benedetto, tornata a casa martedì pomeriggio dopo aver fatto la spesa, avrebbe raccontato al figlio dell’appuntamento avuto la mattina con i medici del Centro psicosociale. E la notizia potrebbe a quel punto provocato la violenta reazione del 20enne, che avrebbe afferrato l’utensile da cucina, iniziando a colpire la 49enne più volte, alla testa e alla gola. La ferita al collo si sarebbe poi dimostrata fatale. Corrado Badagliacca è ora ricoverato nel reparto di Psichiatria dell’ospedale San Gerardo di Monza, per lo stato “catatonico” in cui versa dal momento in cui i Carabinieri lo avevano bloccato a Cinisello Balsamo, il giorno successivo il rinvenimento del cadavere della madre.

Leggi anche:  Malori, eventi violenti e cadute: 6 persone soccorse SIRENE DI NOTTE

Il servizio nell’edizione di Sestoweek in edicola da oggi, sabato 27 aprile