Caso Bramini, interviene l’Associazione Nazionale Magistrati: “Non possiamo accettare che i singoli giudici siano oggetto di pressioni mediatiche volte a ostacolare il regolare corso del processo”.

Caso Bramini, interviene L’ANM “Troppa pressione mediatica”

L’associazione Nazionale Magistrati, sezione di Monza, interviene sul caso del noto imprenditore Sergio Bramini che il prossimo 18 maggio verrà sfrattato dalla sua casa di Sant’Albino a Monza, a causa del fallimento della sua azienda. Fallimento, lo ricordiamo, avvenuto a causa di crediti con lo Stato per circa 4 milioni di euro.

L’ANM in relazione al caso del noto imprenditore e al clamore che ha avuto nelle ultime settimane parla di una eccessiva pressione mediatica sulla vicenda, sfociata, a quanto si è appreso, in episodi di violenza verbale anche sui social network nei confronti del magistrato che si occupa della vicenda.

No alle interferenze da parte di esponenti politici

Dura anche la presa di posizione nei confronti dei diversi esponenti politici che nelle ultime settimane hanno commentato la vicenda e preso posizione in merito. In particolare il riferimento è ai due senatori, un grillino e un leghista, che hanno trasferito il domicilio parlamentare a casa dell’imprenditore monzese per evitare lo sfratto. I magistrati sostengono di non poter “tollerare indebite interferenze nel corso della giustizia da parte di esponenti politici”.

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L’Associazione spiega come la “campagna mediatica” sarebbe stata “diretta a condizionare l’attività dei giudici della terza sezione civile del Tribunale di Monza”. Poi aggiunge di non voler “in alcun modo limitare il diritto di informazione” ma allo stesso tempo di voler “garantire l’opinione pubblica sul fatto che i Giudici di questo Tribunale esercitano e continueranno a esercitare le proprie funzioni con serenità e trasparenza, nel rispetto della legge, respingendo coercizioni di qualsiasi provenienza”.