Cento chili di pesce marcio in un negozio etnico. Scarsa pulizia dei pavimenti e dei piani di appoggio e presenza sugli scaffali di prodotti preconfezionati scaduti come bibite analcoliche, cereali, frutta secca e spezie. E prodotti alimentari deteriorati. Questo hanno trovato gli agenti della Polizia Locale e il NAS dei Carabinieri in un esercizio commerciale etnico in piazza Diaz a Monza.

Cento chili di pesce marcio in un negozio etnico

La preoccupazione dei residenti

I residenti di piazza Diaz a Monza avevano segnalato diverse criticità e molti sospetti nei confronti di alcuni commercianti della zona. In modo particolare, nel corso dei mesi, avevano puntato gli occhi su alcuni esercenti titolari di negozi etnici. A loro dire, sia in occasione di interviste rilasciate al nostro Giornale, sia nell’ambito del vertice avvenuto in Comune con il sindaco Dario Allevi e con l’assessore alla Sicurezza Federico Arena, erano emersi dei problemi legati alla scarsa sicurezza nell’area che corre tra le vie Artigianelli, XX Settembre, Cavour e piazza Diaz. Ma si era anche suggerito alla Giunta di richiedere dei controlli tra le varie attività commerciali. Quello che è emerso conferma le preoccupazioni dei residenti.

Primo controllo

Ieri pomeriggio, giovedì 4 luglio, gli agenti del Comando di via Marsala e i militari del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità dell’Arma hanno condotto un’operazione congiunta su alcuni negozi etnici nell’area di piazza Diaz. Al proprietario di un’attività commerciale etnica sono state contestate violazioni in materia di sicurezza alimentare e applicazione dei regolamenti comunitari nel medesimo settore, per un importo totale di 2mila euro e la diffida affinché venga distrutta la merce scaduta.

Il secondo controllo

Gli agenti e i Carabinieri hanno poi controllato un’altra attività artigianale che si trova nella stesa zona e il cui proprietario è il medesimo. Dai controlli effettuati non sono risultate omissioni relative alla documentazione e ai titoli autorizzativi in materia di pubblicità e occupazione suolo pubblico (tende, pubblicità), mentre sono state accertate violazioni delle normative igienico sanitarie.

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Cento chili di pesce marcio in un negozio etnico

Terzo controllo: sequestrati 100 chili di pesce

Infine gli agenti di Polizia Locale e gli uomini del NAS hanno controllato una terza attività etnica in via Cavour. In questo caso sono state accertate violazioni sia di carattere amministrativo che penale. In particolare sono state elevate sanzioni per un importo di 2mila euro per il cattivo stato di conservazione dei prodotti ittici in contrasto con la normativa europea sul HACCP, il sistema preventivo di controllo degli alimenti finalizzato a garantire la sicurezza igienica. Gli agenti hanno proceduto evidenziando irregolarità nella disciplina igienica della produzione e della vendita delle sostanze alimentari e delle bevande, con conseguente sequestro preventivo di circa 100 chilogrammi di prodotti ittici deteriorati. Al proprietario sono, inoltre, state contestate anche le violazioni in materia di disposizioni relative ai controlli di conformità alle norme di commercializzazione applicabili nel settore degli ortofrutticoli freschi, per un importo pari a 1.100 per la mancanza di indicazioni obbligatorie a tutela del consumatore dei prodotti ortofrutticoli.

Risposta alle richieste dei residenti

«Il blitz è, prima di tutto, una prima risposta alle richieste dei residenti di piazza Diaz, spiegano il Sindaco Dario Allevi e l’Assessore alla Sicurezza Federico Arena. L’operazione parte, infatti, dalle numerose segnalazioni che ci hanno fatto e i controlli sui negozi etnici sono una delle principali istanze emerse nei diversi incontri avuti. La sicurezza alimentare, come quella personale, è una priorità di questa Amministrazione, concludono il Sindaco Dario Allevi e l’Assessore alla Sicurezza Federico Arena. Per questo è importante la sinergia tra Polizia Locale e NAS, come dimostra l’operazione di ieri. Sono interventi questi, non solo sui negozi etnici, di grande importanza per la comunità perché garantiscono il rispetto delle leggi e la sicurezza del cibo che ogni giorno arriva sulle nostre tavole. E, quindi, in definitiva, preservano la salute dei cittadini, delle famiglie e dei bambini».