Cercare lavoro non ha sesso né età

La Brianza ricomincia a correre e a dirlo sono i dati diffusi dalla Cisl di Monza e Brianza che, attraverso l’analisi di diversi indicatori riguardanti imprese e previsioni di assunzioni, ha fotografato una situazione di tendenziale miglioramento del mondo del lavoro.

Tuttavia c’è ancora molto da fare soprattutto il relazione alle modalità con le quali le aziende cercano il personale.
Perché se è vero che per far funzionare bene un’impresa servono capitali, capacità manageriali e grandi competenze, è altrettanto vero che una voce fondamentale è rappresentata dai lavoratori ancora troppo spesso assunti con criteri non al passo coi tempi, se non propriamente discriminatori.

“Bisogna rimettere al centro le persone”

Paolo Cerra, 39 anni e una lunga carriera alle spalle in ambito commerciale, è l’ideatore di un portale innovativo, skillsjobs.it  ha come obiettivo quello di «mettere al centro le persone, non l’offerta di lavoro», come ha tenuto a sottolineare. Un portale, questo, che – primo nel suo genere – non richiede all’utente in cerca di un’occupazione informazioni che possono portare a decisioni discriminatorie quali il sesso, l’età, la nazionalità o gli orientamenti politici e religiosi.

“Stop alle discriminazioni di età e sesso”

«Tutti devono partire dallo stesso livello – ha spiegato Cerra che ha fatto tesoro della propria esperienza passata per aiutare chi, tra tante difficoltà, è alla ricerca di un lavoro – Potrebbe sembrare strano, visto che ci occupiamo di ricerca del lavoro, ma abbiamo eliminato tutti gli annunci. Questo, oltre a tutto ciò che può essere considerato discriminatorio, dall’età, al sesso, alla nazionalità, fino alla religione o al credo politico. Noi puntiamo sulle persone e sulle loro competenze apprese sia a scuola che nel mondo del lavoro non su un profilo che in realtà dice poco o nulla».

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Quello che si chiede all’utente è di autovalutarsi in base a delle soft skills comportamentali.
«E’ questo ciò che ci permette di creare un profilo più completo – ha aggiunto – La ricerca, che avviene attraverso un algoritmo proprietario creato ad hoc, è fondata su macro settori come le competenze tecniche e personali, ma anche sulla tipologia di lavoro (e di contratto) cui l’utente ambisce».

Uno dei motivi che hanno spinto Cerra e il suo team a ideare un portale con caratteristiche così peculiari è anche la volontà di mettere la parola fine alle più classiche delle situazioni «all’italiana» per cui le aziende assumono in base agli incentivi erogati dallo Stato.

«Purtroppo sono ancora moltissime le situazioni in cui non vengono presi in considerazione i profili delle persone più «anziane», ovvero gli over 40, o quelli delle donne intorno ai trent’anni per paura che restino incinte. Sono cose da medioevo che negli altri Paesi non esistono più. In Italia deve cambiare la mentalità prima che la legge».

E conclude. «La ricerca impostata in modo tradizionale è lunga e costosa, sia in termini di soldi che di tempo. E soprattutto non valutano bene le persone. Il nostro intento è anche quello di intercettare i cosiddetti passivi, ovvero quei profili silenti che per motivi vari non sono più stati aggiornati. Tutti profili che sfuggono alla ricerca tradizionale»