Cocaina importata nelle casse di ananas: a capo dell’organizzazione c’era un barlassinse.  La Polizia di Stato ha arrestato sette persone per traffico di droga dal Sudamerica, secondo l’indagine al vertice c’era un 49enne latitante dal 2015

Cocaina importata nelle casse di ananas

Un’organizzazione criminale con base logistica a Busto Arsizio (VA) è stata smantellata questa mattina nel corso di un’operazione della Polizia di Stato che ha portato all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, nei confronti di sette componenti di un’associazione finalizzata all’importazione e al traffico di ingenti quantitativi di cocaina.

Indagine partita due anni fa

L’indagine, iniziata nel 2016 e condotta dal Commissariato della Polizia di Stato di Busto Arsizio sotto la direzione della Procura della Repubblica di Busto prima e della Procura Distrettuale Antimafia di Milano poi, ha preso le mosse da Ceravolo Francesco, 64 anni, originario di Montebello Ionico (RC) ma bustese di adozione, indicato come trafficante in grado di trattare notevoli quantitativi di cocaina e già coinvolto in passato in indagini antidroga di spessore.

Il barlassinese era latitante dal 2015

L’attività investigativa susseguente ha permesso di ricostruire l’organigramma dell’associazione, della quale il Ceravolo era solo un tassello intermedio, al vertice della quale è stato individuato Palamara Mario, 49 anni, originario di Melito di Porto Salvo (RC) e residente a Barlassina (MB) che, seppure già latitante dal 2015 a seguito di altra operazione antidroga, continuava a tirare le fila del traffico dalla clandestinità.

Coppia al vertice

Gli investigatori hanno appurato l’esistenza di una coppia di vertice – con Palamara capo indiscusso affiancato da Costantino Salvatore Antonino, 53 anni, originario di Nicotera (VV) e residente a Milano – e di un terzetto di altri associati operanti a Busto Arsizio e zone limitrofe, costituito dal Ceravolo, da Cirillo Raffaele di 48 anni e da Grilli Angelo di 51 anni, entrambi residenti a Lonate Pozzolo (VA).

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Droga nascosta tra i carichi di frutta

Palamara, avvalendosi di contatti con trafficanti sudamericani, era in grado di far arrivare in Italia direttamente da Paesi produttori, ingenti quantitativi di cocaina, che poi gestiva con la cooperazione del socio Costantino. Ceravolo, potendo a sua volta vantare una notevole esperienza e una fitta rete di contatti, provvedeva a reperire i clienti. Fondamentale, seppure meramente esecutivo, anche il ruolo di Cirillo e Grilli, il primo ex dipendente e il secondo attuale addetto di una cooperativa che si occupa dello scarico merci nell’area cargo dell’aeroporto di Malpensa. I due infatti avevano il compito di scaricare e occultare le partite di droga: queste giungevano nell’aeroporto della brughiera nella stiva di aerei provenienti da Santo Domingo e nascoste in carichi di frutta tropicale, in particolare ananas.

Trasportata fino in Sardegna

I due distraevano la parte del carico contenente i panetti di cocaina e, ben conoscendo il sistema di videosorveglianza e le procedure di sicurezza dell’area cargo, la collocavano in una zona “sterile” per poi farla uscire indisturbati dallo scalo e affidarla ai complici. L’organizzazione aveva anche un canale aperto con un gruppo”sardo”, il cui referente era Lussorio