Il Gup del Tribunale di Monza ha condannato a 5 anni e 10 mesi di reclusione Ibraim Saran di Bernareggio ritenuto responsabile del business dei permessi di soggiorno falsi.

I reati contestati all’egiziano

Imputato di associazione per delinquere e falso, Saran, residente a Bernareggio, è stato condannato dal Gup perchè ritenuto il promotore del sodalizio criminale che faceva affari con il rilascio o il rinnovo dei permessi di soggiorno e per la concessione dei nulla osta per il ricongiungimento familiare ad altri egiziani che non ne avevano i requisiti. Insieme all’egiziano c’era anche la presunta complicità di un commercialista, Luca Salvatore Scordo, che al processo ha patteggiato 2 anni e 6 mesi sempre con il rito abbreviato.

Gli altri imputati del processo

Oltre alle due condanne arrivate martedì 16 luglio, le altre persone coinvolte non hanno chiesto il rito abbreviato e torneranno in aula il prossimo 3 febbraio. Fra di loro l’ispettore della compagnia della guardia di finanza di Monza, residente a Bernareggio, Alessandro De Domenico, e il sovrintendente della Polizia di Stato in servizio all’ufficio immigrazione del commissariato Greco Turro a Milano, Giovanni Alongi e altri tre egiziani. Il tribunale del riesame di Milano ha annullato l’ordinanza cautelare sull’accusa di associazione a delinquere, di fatto lasciando liberi gli imputati che dovranno tornare in aula.

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Sono circa 21 i casi accertati di egiziani che avevano ottenuto permessi di soggiorno falsi o documenti per il ricongiungimento familiare anche se non ne avevano i requisiti. Il tutto grazie alla rete che permetteva, grazie ad un esborso economico, di averli in breve tempo garantendo il controllo di tutti i passaggi necessari per il suo ottenimento.