Decreto Sicurezza. “Non si gioca sulla pelle delle persone”

Se l’attuale primo cittadino di Monza Dario Allevi, all’indomani dell’approvazione del Decreto Sicurezza, si era mostrato in linea con le norme volute dal ministro dell’Interno Matteo Salvini in materia di immigrazione (condannando contestualmente quei sindaci che si erano detti pronti a disattendere a tali norme), l’ex sindaco del Partito Democratico Roberto Scanagatti (nella foto) ha espresso non poche perplessità in merito.

“Così come ritengo inopportune le dichiarazioni di quei sindaci che non vogliono tenere conto della legge, credo siano altrettanto fuori luogo le posizioni di quei primi cittadini che, al contrario, negano l’esistenza di un problema”, ha spiegato.

“E’ una bomba innescata”

“Il Decreto sicurezza, che paradossalmente non garantirà la tanto sbandierata sicurezza, è una bomba innescata che quando scoppierà avrà conseguenze gravissime – ha quindi puntualizzato – Ci sono altre strade che si possono percorrere come, ad esempio, presentare ricorso alla Corte Costituzionale”. Cosa che, in queste ore, stanno annunciando i governatori di Regioni come Toscana, Basilicata, Piemonte, Umbria, Lazio e Sardegna.

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Tornando al contenuto del Decreto, l’ex sindaco dem ha tenuto a sottolineare come le conseguenze di queste decisioni non tarderanno a farsi sentire. «Gli effetti che provocherà l’applicazione di questo decreto andranno nella direzione diametralmente opposta al concetto di sicurezza. Ci saranno migliaia e migliaia di persone che non solo rimarranno senza una struttura che serva a garantire un controllo, ma che saranno anche private della possibilità di poter accedere a un percorso di integrazione. Si sta giocando a un gioco pericoloso. E lo si sta facendo sulla pelle delle persone».