Furto sacrilego al cimitero di Calò, frazione di Besana. I ladri hanno saccheggiato oltre venti tombe nella notte tra venerdì e sabato.

Saccheggiate le tombe

Hanno subito un danno economico. Ma soprattutto uno morale, perché vedere violato il luogo dove riposa la propria madre, il proprio padre, un fratello o un amico è qualcosa che segna profondamente.
Lo hanno provato sulla loro pelle un folto gruppo di caloresi e non solo che sabato mattina, varcando l’ingresso del cimitero di Calò, in fondo a via della Valle, lontano dal centro abitato, si sono trovati davanti l’amara sorpresa. Oltre una ventina le tombe depredate nella notte da ladri sacrileghi. Sparite statue, croci, portavasi. Ciò che interessava ai malviventi erano bronzo e rame. E poco importa se per “strappare” dal piedistallo le sculture, sia stato necessario calpestare le lastre in marmo, sfiorando le foto che ritraggono uomini e donne che non ci sono più ma che ancora vivono nei cuori di chi li ha amati. Non li hanno fermati nemmeno le effigi sacre, portate via senza ritegno. Una statua della Madonna, alta un paio di metri, è stata abbandonata nello spazio verde tra le tombe, buttata per terra forse perché troppo pesante.

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Il servizio, completo di tutte le foto, sul numero del Giornale di Carate in edicola da oggi, martedì 2 aprile.