Gabriele Micalizzi, da studente dell’Isa di Monza ai reportage di guerra. Il fotoreporter ferito in Siria mentre documentava l’offensiva della coalizione internazionale contro gli ultimi villaggi occupati dall’Isis, ha studiato all’istituto d’arte della Villa Reale.

Gabriele Micalizzi

Raccontare il mondo, i conflitti, le guerre, le crisi sociali. Dare voce ai popoli sopraffatti dai bombardamenti, ridotti in povertà, straziati dal dolore. Non è un mestiere come tutti gli altri, quello che il fotoreporter 34enne Gabriele Micalizzi, ha deciso di intraprendere qualche anno fa.

Un lavoro che richiede costanza, presenza, sensibilità e sangue freddo, per poter stare lì dove il mondo cambia, dove, in altre parole, la storia trasfigura le società, anche in modo sanguinario. Ed è stato proprio esercitando la sua professione, la sua amata professione che Micalizzi, ex studente dell’allora istituto d’arte della Villa Reale, oggi liceo artistico Nanni Valentini, è stato ferito gravemente alla testa e al volto, dall’esplosione di un lanciagranate, mentre stava documentando l’offensiva della coalizione internazionale contro gli ultimi villaggi occupati dall’Isis nella zona di Dayr Az Zor vicina al confine Siriano.

Le ferite, si diceva, sarebbero gravi, ma non sarebbe in pericolo di vita. Micalizzi ha sempre messo al centro della sua mission l’intento. Non tanto il mezzo utilizzato – la fotografia, il disegno, il video, l’arte – ma il messaggio. Insieme ad altri amici, una decina di anni fa, aveva dato il via a un progetto ambizioso, Cesura, con la base operativa a Pianello Val Tidone, nel piacentino.

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E qualche anno fa, era stato anche lui (insieme a tutti gli altri membri del gruppo) a rendere omaggio alla memoria di un altro fotoreporter Cesura, Andy Rocchelli, colpito a morte a Sloviansk, in Ucraina. Nel 2010 Micalizzi ha raccontato la rivoluzione delle magliette rosse a Bangkok, mentre nel 2011 ha documentato la Primavera Araba in Tunisia, Egitto e Libia. In questi anni ha poi continuato a lavorare in Medio Oriente, seguendo le tensioni politiche a Gaza e a Istanbul, oltre alla crisi economica Greca. Dal 2008 sta inoltre sviluppando progetti documentaristici sul decadimento e la crisi in Italia.

Tra le importanti esperienze recenti, fuori dai reportage di guerra, c’è stata anche la partecipazione alla prima edizione del talent “Master of Photography”, nel quale si era guadagnato il gradino più alto del podio, sbaragliando gli altri 12 contendenti. Secondo quanto riferisce il Rojava information center, che fa capo alle forze curdo-siriane che guidano l’offensiva anti-Isis nella zona di Baghuz, sulla riva orientale dell’Eufrate, il fotoreporter sarà rimpatriato in Italia entro 48 ore.