Giustizia per mio fratello, parla la sorella dell’uomo travolto e ucciso a Monza nella notte tra sabato e domenica.

Giustizia per mio fratello

La sorella di Antonio Seria, Eliana, non si dà pace: “Voglio giustizia per mio fratello, voglio sapere cosa è successo”. La donna e il marito, Giuseppe Casati, casa a Cesano, dove il 60enne ucciso in un drammatico incidente stradale viveva fino a sette anni fa, hanno saputo della tragedia “intorno alle 10 di domenica e ancora non possiamo crederci”. “Mi sembra di essere in un film. Antonio – dice la sorella – non può essere morto in quel modo. Nessuno dovrebbe avere in sorte una morte così”.

Una morte assurda e dolorosa

Avvisati dai carabinieri della Tenenza di Cesano Maderno, i due cesanesi si sono precipitati a Monza. Prima in caserma e poi sul luogo dell’incidente. “Volevamo vedere, capire, perché al momento ci sono solo supposizioni e le ricostruzioni che abbiamo letto sui giornali. Ma quello che è successo è talmente assurdo e doloroso che non ce ne faremo mai una ragione”.

Figlio di un funzionario Snia

Figlio di un funzionario Snia cresciuto nei palazzi di via Calabria, Seria era impiegato dal 1997 alla multinazionale Trocellen di Caponago. Alla morte della mamma, sette anni fa, aveva lasciato Cesano e si era trasferito a Caponago per avvicinarsi al lavoro. “Aveva comprato un bilocale a cinquecento metri dall’azienda, tanto che a lavoro andava quasi sempre a piedi. Diceva sempre che a Cesano sarebbe tornato una volta andato in pensione”.