Insulti razzisti a un baby calciatore dell’Aurora Desio, scoppia la bufera.

Insulti razzisti a un baby calciatore

A denunciare l’increscioso episodio accaduto sabato pomeriggio a Lissone durante la partita categoria 2009 tra “Aurora Desio” e “Sovicese” è stata la mamma del bimbo insultato, che si sarebbe sentito dire “Negro di m…”.

A offenderlo sarebbe stata la mamma di un bambino della squadra avversaria. Immediata la reazione dell'”Aurora Desio”, che ha condannato l’episodio di razzismo e indirizzato una lettera anche al Ministro dello sport Vincenzo Spadafora e all’assessore regionale allo Sport Martina Cambiaghi.

Il servizio completo è sul Giornale di Desio e di Carate in edicola e online da oggi, martedì 5 novembre 2019. 

La reazione dell’assessore regionale Martina Cambiaghi

Intanto si è già espressa l’assessore regionale allo Sport Martina Cambiaghi. Ecco il comunicato diramato poco dopo aver appreso la notizia:

Anche i ragazzi che giocano a calcio con la maglia dell’Aurora nella mia Desio, sono finiti loro malgrado, tra gli episodi di cronaca che nel fine settimana hanno macchiato, ancora una volta con stupidità e ignoranza, i campi da calcio e lo sport in generale con il razzismo.
Balotelli a Verona ha fatto da cassa di risonanza. Ma anche a Melzo in un campionato del Csi un ragazzo di colore è stato aggredito con un pugno da un papà della squadra avversaria a fine partita. Purtroppo sono solo gli ultimi tristi episodi di una lunga serie. Da assessore allo Sport e Giovani di Regione Lombardia è veramente difficile leggere così frequentemente sui giornali di vicende di violenza da parte dei genitori durante le partire di calcio dei figli. Insulti, cori e in alcune occasioni si è degenerato arrivando ad alzare le mani: scene che da quando ricopro il ruolo di Assessore in Regione ho sempre condannato in modo fermo perché ritengo vergognose e che non devono mai accadere.
Sicuramente servono provvedimenti seri contro i genitori violenti e aggressivi, senza escludere la possibilità del “Daspo”. In caso di intemperanze verbali, basta anche un solo insulto, una parolaccia, deve scattare l’espulsione dei genitori e nei casi più gravi l’allontanamento di tutto il pubblico presente. A questo poi aggiungerei anche un momento di rieducazione, non per i ragazzi ma per i genitori. Prima di poter mettere piede su una tribuna i genitori, soprattutto quelli che si sono macchiati di atti di bullismo, dovrebbero seguire corsi di Fair Play tenuti dalle associazioni sportive.
Questi episodi, messi in atto da persone adulte, devono essere chiamati con il loro nome e non possono essere altro che definiti veri e propri atti di bullismo. Un bambino impara dai propri genitori a comportarsi.
Ho scelto di intervenire pubblicamente su questo tema senza avere paura di puntare il dito verso i genitori: quelli che dovrebbero essere da esempio da monito e invece nella realtà si trasformano sempre più spesso, nella “rovina” sportiva dei ragazzi.
Ho sentito al telefono il sindaco di Sovico, Barbara Magni, concordando la necessità di intervenire con attività educative mirate all’interno della società sportiva. Un progetto che sicuramente coinvolgerà i calciatori ma soprattutto i genitori. Sabato pomeriggio sarò allo Stadio di Desio per Aurora Desio Sovicese nella categoria Juniores perché voglio che certi episodi non succedano più.