La campagna elettorale per le Regionali arriva in stazione e fa scoppiare la polemica. Il Movimento 5 Stelle: “I lombardi devono poter usare le stazioni e i mezzi pubblici in piena sicurezza”. Il Pd: “Una vergognosa e menzognera denuncia”.

I fatti

Sabato pomeriggio, una giovane donna corre sull’ultima rampa di scale che portano al binario 1. Scappa, inseguita da alcuni uomini. E chiede aiuto. Gli attivisti del Movimento 5 Stelle, impegnati in un tour della città con il loro candidato alle Regionali del 4 marzo, Dario Violi, assistono alla scena e chiamano i carabinieri. I militari arrivano e trovano una marocchina ventiquattrenne e due uomini, un italiano di quarant’anni, che si scoprirà essere il marito, e un marocchino di quarantaquattro anni. La donna rifiuta di andare alla Tenenza cittadina per sporgere denuncia. I carabinieri raccolgono le testimonianze.

La versione del M5S

In diretta sui social, l’affondo del M5S: “Siamo stati testimoni di un brutto episodio. Abbiamo chiesto l’intervento delle forze dell’ordine per soccorrere una donna ed evitarle un’aggressione da parte di in gruppo di persone”. Violi, arrivato in città con il parlamentare desiano Davide Tripiedi, attacca: “Oggi abbiamo assistito a una scena penosa. I lombardi non meritano questo schifo: devono usare le stazioni e i mezzi pubblici in piena sicurezza”.

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La replica del Pd

Di strumentalizzazione politica parla il Partito democratico, che in un post pubblicato in replica al videomessaggio dei grillini scrive: “Quella del Movimento 5 Stelle è una vergognosa e menzognera denuncia per presunti problemi di sicurezza in stazione”. Puntualizza il sindaco Maurilio Longhin: “L’episodio è avvenuto tra marito e moglie, che stavano litigando. Niente a che fare con la strumentale, penosa e vergognosa descrizione dei nostri consiglieri cesanesi e del loro candidato presidente”.

L’ulteriore commento dei grillini

Poco fa, la controreplica del capogruppo in Consiglio comunale del M5S, Dario Pizzarelli: “Di fronte ad una donna che scappa piangendo, attorniata da uomini, non siamo stati a chiederci chi fossero. La donna ci chiedeva insistentemente di tenerle lontani gli uomini e di chiamare i carabinieri”. E aggiunge: “Negare i problemi significa essere lontani dalla realtà. Avremmo voluto sentire o leggere dichiarazioni a sostegno di questa donna da parte del sindaco e da parte di assessori e consiglieri che sono stati delegati a lavorare sul tema della violenza di genere”.