Murales antifascisti contro CasaPound e Governo: “Morte al fascioleghismo”. Sono apparsi sul palazzo ex Impregilo di viale Marelli, a Sesto San Giovanni, a pochi giorni dalla conferenza del partito di Estrema Destra, in programma per il 18 gennaio.

Murales “antifa” sul palazzo Impregilo

“W il nuovo Pci”, “No CasaPound”, “Morte al fascioleghismo”. E ancora “Sesto antifascista” e “Fuori i  fasci dalla città”. I graffiti “antagonisti” non possono non essere collegati al convegno sull’Europa che CasaPound organizzerà a Spazio Arte. Le scritte – fatte con delle bombolette spray – diventano così la prova di una tensione politica crescente, che nelle scorse settimane ha avuto modo di emergere anche nei ranghi della stessa maggioranza di Centrodestra.

Il presidio del Comitato Antifascista

Il presidio – come annunciato sin da subito – si farà, ma non davanti a Spazio Arte. Bensì nella centrale piazza della Resistenza, davanti al Comune. Il Comitato Antifascista (che nulla ha a che fare con i graffiti in questione) ha inoltrato nei giorni scorsi la formale richiesta alla Questura per l’organizzazione della manifestazione in programma il prossimo 18 gennaio, giorno in cui CasaPound terrà il proprio convegno all’interno dello Spazio Arte di via Maestri del lavoro. “Abbiamo chiesto di effettuare il presidio in piazza della Resistenza, cuore e centro della nostra città, dove le forze antifasciste di Sesto porteranno anche musica e allegria – hanno spiegato dal comitato – Le arti sono ponti e noi abbiamo bisogno oggi di essere una comunità che, nelle sue differenze, apre vie e strade per stare insieme nei valori che ci tengono uniti. Il presidio sarà soprattutto una grande festa di democrazia”. Le parti saranno quindi ben lontane tra loro. Alle Forze dell’ordine – il cui dispiegamento di uomini si annuncia massiccio, attorno alla sala di via Maestri del Lavoro – toccherà il computo di evitare l’insorgere di tensioni e scontri. Il presidio in centro prenderà il via alle 16, per proseguire fino a sera. “Sesto saprà rispondere con l’orgoglio di chi sa che cosa vuol dire aver pagato un prezzo per la democrazia”, hanno spiegato dal “collettivo” che raggruppa al suo interno i partiti di Centrosinistra e una nutrita galassia di associazioni, anche di ispirazione cattolica.

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Intanto la raccolta firme contro CasaPound prosegue

Intanto, la petizione lanciata sul portale web www.change.org dallo stesso Comitato Antifascista ha già superato le 2.100 firme in pochi giorni. I promotori chiedono a questore e prefetto di non concedere lo spazio comunale a CasaPound, “forza che si richiama in maniera esplicita al Fascismo e alla feroce dittatura che ha praticato in modo sistematico la violenza contro gli avversari politici, emanato le leggi razziali contro gli ebrei italiani, partecipato attivamente alla Seconda guerra mondiale e alla deportazione di migliaia di persone nei lager nazisti, come i 570 cittadini e lavoratori deportati nel 1944 dal complesso di fabbriche di Sesto San Giovanni-Bicocca, 233 dei quali non hanno fatto più ritorno a casa”. Ma è altamente improbabile che CasaPound possa rinunciare in qualche modo al suo convegno, visto anche il “nulla osta” che la stessa Questura ha rilasciato all’Amministrazione comunale nelle scorse settimane.