Operazione “Cuore Falso” | Ecco i nomi dei finti benefattori. Sono accusati di aver raccolto oltre 110 mila euro spacciandosi per volontari di una onlus.

Operazione “Cuore Falso”

Stando a quanto emerge dall’inchiesta delle fiamme gialle “Cuore Falso” (che vede indagate in totale 38 persone) sono il monzese 47enne Alessandro Sala e il 43enne milanese Andrea Nicola Bianchi i responsabili della creazione della onlus “Un cuore per tutti contro l’emarginazione” da loro avviata in Brianza – sfruttando la denominazione di una vera associazione benefica da anni attiva a sostegno dei bambini affetti da patologie cardiache – attraverso la quale sono stati in grado di raccogliere oltre 110mila euro. I due sono stati arrestati questa mattina, martedì 22 gennaio, dalla Guardia di Finanza in esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari emessa dal Gip di Milano con le accuse di associazione a delinquere, truffa e sostituzione di persona.

Le indagini

Le Fiamme Gialle di Monza hanno iniziato le indagini nel 2016 a seguito di alcune segnalazioni su probabili truffe da parte di soggetti che, spacciandosi per volontari di organizzazioni caritatevoli, raccoglievano da ignari cittadini somme di denaro spese poi solo per scopi personali. Veniva così individuata una falsa associazione della specie, con sede a Limbiate (MB), attorno alla quale ruotava l’attività truffaldina degli indagati, denunciati alla Procura della Repubblica di Milano.

Perquisita la sede della finta onlus

I Finanzieri hanno perquisito la sede della falsa Onlus sequestrando il materiale utilizzato per realizzare le truffe, tra cui tesserini falsi di associazioni assistenziali, opuscoli informativi e blocchetti di ricevute per il denaro raccolto. Sono stati poi sentiti come testi i responsabili di numerosi enti benefici – realmente operanti – i quali in alcuni casi hanno riconosciuto tra gli indagati qualche loro ex socio/volontario, che hanno denunciato per truffa per aver indebitamente raccolto somme di denaro senza autorizzazione.

Due arresti e 36 soggetti indagati

I militari della Guardia di Finanza di Monza hanno dato esecuzione, questa mattina martedì 22 gennaio, a un’ordinanza di custodia cautelare degli arresti domiciliari emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari di Milano nei confronti di due persone, residenti in provincia di Monza e Brianza, indagate per associazione a delinquere, truffa e sostituzione di persona. Gli arrestati – già noti, tra l’altro, per vicende di falso e truffa – erano a capo di una organizzazione criminale finalizzata alla truffa nel settore delle false associazioni benefiche, cui hanno partecipato altre 36 persone indagate nell’operazione denominata “CUORE FALSO”.

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Un sistema criminale ben collaudato

L’attività investigativa ha fatto emergere l’esistenza, da diversi anni, di un sistema criminale, organizzato e ben collaudato, finalizzato a lucrare su attività di falso volontariato: i circa 40 indagati, simulando di appartenere ad associazioni caritatevoli, raccoglievano denaro in luoghi densamente frequentati (davanti ad ospedali, teatri, fiere, stazioni ferroviarie, centri commerciali, ecc.), carpendo la buona fede dei donatori. I soldi spillati venivano poi trattenuti dai truffatori per scopi personali e spesi addirittura per effettuare scommesse nelle sale slot.

Oltre 110mila i proventi illeciti

Nel tempo gli indagati hanno perfezionato il meccanismo illecito, fingendosi prima volontari di associazione benefiche realmente esistenti, per poi costituire nel 2015 quella di Limbiate, con una denominazione (“Un cuore per tutti contro l’emarginazione”) analoga a quello di una vera Onlus da anni operante a sostegno dei bambini affetti da patologie cardiache. Lo scopo dei truffatori era chiaramente quello di eludere i controlli delle Forze dell’ordine sul territorio e trarre in inganno i donatori. Ammontano ad oltre 110.000 euro i proventi illeciti della falsa beneficenza quantificati dalle Fiamme Gialle.

Fabrizio Sala plaude al lavoro dei finanzieri

“Mi congratulo con le Forze dell’ordine per aver smascherato una falsa associazione ONLUS che invece di fare beneficenza utilizzava il denaro raccolto da ignari cittadini per scopi personali. Uno scandalo a cui hanno posto fine i militari della Guardia di Finanza con il loro lavoro, partito nel 2016 e concluso con gli arresti di oggi”.

Lo ha detto il vice presidente di Regione Lombardia Fabrizio Sala. 

“Queste notizie – ha proseguito Sala – potrebbero ledere l’immagine delle vere associazioni benefiche che quotidianamente si impegnano per aiutare le persone più bisognose. L’intervento delle forze dell’ordine ha permesso di fermare le attività illecite di chi guadagnava speculando sulle disgrazie altrui”.

“Una cosa ignobile – ha concluso il vicepresidente Sala – che colpisce due volte il cuore delle persone: chi ha donato, con la speranza di fare un’opera di bene, e chi non ha ricevuto ciò che avrebbe avuto bisogno di ricevere”.