Prende l’aereo per tornare a casa ma gli rompono la carrozzina. Protagonista dell’incresciosa vicenda il brianzolo Mattia Muratore, atleta della squadra monzese degli Sharks.

Il fatto

Una vicenda davvero incresciosa quella avvenuta poche ore fa all’atleta Mattia Muratore. Il brianzolo era di ritorno in Italia e facendo scalo ad Amsterdam, al momento di ritirare la propria carrozzina ha scoperto che qualcuno l’aveva rotta rendendola di fatto inutilizzabile. “La vedete quella nella foto? È la mia carrozzina all’aeroporto di Amsterdam (scalo per Malpensa). E lo vedete quel tubo di acciaio all’interno del cerchio rosso? È storto. A Bergen (aereoporto di partenza) era dritto. Cosa diavolo sia successo nel mentre non si sa. Di certo c’è che, per riuscire a stortarlo così, ci vuole proprio un bell’impegno. Forse durante il volo l’aereo ha preso un tombino tra le nuvole. O forse, chissà, qualche idolo assoluto l’ha lanciata nella stiva come fosse un quarterback dell’NFL. O magari, ancora, per farcela stare meglio, più comoda, l’hanno presa un po’ a calci. Sta di fatto che ora non si apre più. È rotta, inutilizzabile”.

La rabbia di Muratore

“Ma ci vuol tanto a capire che una carrozzina non può essere trattata alla stregua di un qualsiasi bagaglio? Ci vuol tanto a capire che finché ti si rompe un trolley con dentro due giacche e tre maglioni sì, ti girano un po’ le palle, ma la tua vita bene o male continua…e se invece a rompersi è la tua carrozzina, sei ben più nella merda? Ci vuol tanto a capire che non puoi usarne un’altra a caso? Che hai bisogno della tua, della tua misura, con la tua postura, con tutti gli accorgimenti necessari di cui hai bisogno. Ci vuol tanto a capire che non è come cambiare un paio di scarpe? Adesso sono qui, seduto male sulla mia vecchia carrozzina, scomoda, piccola, mezza sfasciata. Incazzato come poche altre volte nella vita. A chiedermi quanto tempo ancora bisognerà aspettare affinché i disabili non vengano trattati come sacchi di patate da spostare qua e là. A chiedermi cosa ancora si dovrà fare per vedersi riconosciuta un po’ di quella dignità che sembra ancora troppo, troppo poca. A chiedermi come si possa, ancora oggi, permettere una roba simile. Amici Avvocati, tenetevi pronti perché ci sarà da divertirsi”.

Leggi anche:  Verano, studenti come sardine sui bus

L’amara scoperta

Nelle ore successive al ritrovamento, Muratore ha scoperto un altro aspetto. “Sembra che sia frequente che succedano cose di questo tipo – ha spiegato – La mia carrozzina è stata realizzata in tre mesi, perché è fatta su misura, per avere una seduta giusta per evitare dolori e problematiche. Quindi sono degli strumenti importanti. Per fortuna ne un’altra di scorta, quella vecchia, che tengo come salvagente nel caso succeda qualcosa di serio alla mia carrozzina che uso quotidianamente. Ma non è la stessa cosa. Non sono comodo e non sono a mio agio e ho già dei dolori. Serve rispetto. Una mia amica ha perso la carrozzina come succede per le valige. E’ assurdo. Sono andato in Norvegia, pensate se fosse successo all’andata del viaggio e non al ritorno”. Muratore ha dovuto usare temporanemente la carrozzina rotta, rischiando anche di cadere. Una volta a Malpensa si è rivolto al desk per fare la segnalazione. “Ci è stato detto che sono cose che capitano – ha continuato – E io non ci ho visto più. Tanti non si rendono conto del problema. Le carrozzine per noi sono qualcosa di sacro, inviolabile, da trattare con i guanti. Mentre invece non è così”.