Produceva documenti falsi per immigrati: una casalinga di 47 anni dovrà scontare due anni. Sabato i carabinieri della Stazione di Varedo hanno eseguito un ordine di carcerazione nei confronti una donna residente a Bovisio Masciago, ritenuta la creatrice del business illegale

Passaporti sospetti

Le indagini erano partite otto anni fa: l’8 gennaio del 2010, due fratelli marocchini si erano recati nella caserma di Scarlatti per sporgere una denuncia, e nel momento in cui hanno esibito il passaporto però, i militari si sono insospettiti. Alla richiesta di spiegazioni su dove avessero fatto il documento, i due stranieri hanno fatto il nome della bovisiana. I passaporti sono stati subito ritirati e sottoposti alla Questura di Milano che in seguito alle opportune verifiche, li ha disconosciuti

La segnalazione in Procura

Caso ha voluto che nel pomeriggio di quello stesso giorno, i carabinieri hanno incontrato un altro straniero che possedeva un documento prodotto nella stessa stamperia illegale. Scattala la segnalazione alla Procura, nei giorni successivi è arrivato il via libera alla perquisizione

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Pratiche di ricongiungimento nel computer

Scandagliando il personal computer della 47enne hanno trovato alcune pratiche di ricongiungimento familiare e false ricevute recanti l’intestazione della Questura. I clienti erano principalmente nordafricani: grazie a computer e fotocopiatrice, in cambio di denaro la donna produceva loro i documenti necessari ad ottenere i permessi di soggiorno

Già nota alle forze dell’ordine

La donna in passato era già stata in carcere per i medesimi reati. Pendente nei suoi confronti anche una denuncia per falsità materiale e appropriazione di immobili da parte del proprietario di alcuni locali dove aveva aperto una sorta di ufficio per praticare il suo business illegale