Il giudice archivia la querela perché i consiglieri hanno detto la verità. E lo ha fatto anche il giornalista che ha scritto l’articolo.

Non lascia spazio a dubbi o a interpretazioni l’ordinanza con la quale Cristina Di Censo, giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Monza, ha disposto l’archiviazione della querela per diffamazione presentata dall’ormai ex assessore al Bilancio e alla Legalità del Comune di Vimercate Claudio Grossi nei confronti dei capigruppo di opposizione Cristina Biella (Forza Italia), Mariasole Mascia (Partito democratico) e Alessandro Cagliani (lista civica “Noi per Vimercate”).

Accolta la richiesta di archiviazione del pm

La decisione di fatto accoglie la richiesta di archiviazione della querela proposta dal pubblico ministero e alla quale Grossi si era opposto.

Le accuse dei consiglieri confermate dal giudice

Oggetto del contendere, alcune accuse portate dai tre consiglieri nel maggio del 2017 all’allora assessore. In particolare l’accusa di aver tentato di favorire la ong Transparency International a cui Grossi avrebbe voluto affidare il Piano di prevenzione della corruzione del Comune al costo di 8mila euro, esautorando di fatto il segretario comunale e generando un costo inutile.

In secondo luogo la vicenda del compenso da assessore. I tre capigruppo avevano sostenuto che Grossi si fosse dimesso da una società di famiglia per poter percepire il compenso pieno da assessore, nonostante il sindaco Francesco Sartini avesse dichiarato, al momento dell’insediamento, che solo lui e un altro assessore (non Grossi) avrebbero percepito il 100% del compenso previsto. Anche su questo fronte, il gip ha sentenziato che i tre esponenti di minoranza, carte e documenti alla mano, hanno detto la verità.

Anche il Giornale di Vimercate ha detto la verità

Il Giudice per le indagini preliminari non si è però limitata a valutare la posizione dei tre consiglieri. E’ andata oltre scagionano di fatto anche il Giornale di Vimercate e il giornalista che all’epoca dei fatti diede conto delle accuse dei consiglieri. Nell’ordinanza di archiviazione il gip dice che anche il Giornale ha raccontato la verità e lo ha fatto nei limiti della continenza espositiva.

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La conferenza stampa dei consiglieri di opposizione Da sinistra Mariasole Mascia, Alessandro Cagliani, Cristina Biella

Le reazioni dei consiglieri

Molto dure le reazioni dei tre consiglieri.

“Il giudice dice in maniera inequivocabile che abbiamo detto la verità – ha commentato Cristina Biella – Da parte di Grossi c’è stato un uso strumentale della querela per tentare di intimorire che, però, non ha sortito l’effetto sperato. A questo punto valuteremo nostre iniziative legali perché questo scherzetto ci è costato molto sia da un punto di vista personale che economico. Il giudice ha detto che noi abbiamo detto il vero, quindi vuol dire che Grossi ha detto il falso e credo che debba risponderne”.

“Credo che di tutto ciò debbano risponderne anche il sindaco e i consiglieri del Movimento 5 Stelle che sin dal primo momento hanno difeso il loro assessore – ha aggiunto Mariasole Mascia – Ricordo che i consiglieri portarono in Consiglio un ordine del giorno per chiedere al sindaco che ci querelasse per tutelare l’onorabilità della città”.

“Questa ordinanza del gip certifica che l’ex assessore, il sindaco e la maggioranza 5 Stelle dicono bugie e lo fanno in modo sistematico, intenzionale e organizzato – ha rincarato la dose Alessandro Cagliani – Il tutto con strumenti di minaccia e ritorsione”.

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