RiMaflow: Massimo Lettieri è finalmente libero

Dallo slogan “Massimo libero” a “Massimo è libero”. Urlano di gioia i lavoratori della RiMaflow, la fabbrica di Trezzano sul Naviglio recuperata dagli ex dipendenti che hanno creato all’interno dei capannoni una cittadella dei mestieri.

Fine della detenzione

Massimo Lettieri, 45enne sindacalista di Monza, come scrive GiornaledeiNavigli.it dopo aver scontato una detenzione in carcere e un periodo agli arresti domiciliari è ora sottoposto al provvedimento dei servizi sociali: un paio di anni circa. Finisce così la vicenda iniziata a luglio con l’accusa di traffico illecito di rifiuti e il conseguente patteggiamento da parte del presidente della cooperativa (decisione presa praticamente da tutti i coinvolti nella vicenda).

La gioia dei lavoratori

I lavoratori che lo hanno sempre sostenuto sono felici, per la libertà di Lettieri, ma non soddisfatti perché “giustizia non è fatta, è invece prevalso il ricatto – hanno detto da RiMaflow –. Non è stato possibile infatti celebrare un giusto processo per dimostrare l’estraneità al reato associativo, accettando la condanna – come avremmo voluto – per i reati invece rivendicati, derivanti tutti di fatto dall’occupazione della fabbrica”.

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“Non potevamo portare avanti il processo da soli”

“Avendo tutti gli imputati patteggiato, non c’erano le condizioni per fare il processo da soli: anni di dibattimenti e costi legali impossibili da sostenere, con l’aggravante di non poter neppure beneficiare degli sconti di pena disposti dal pm. I poveri, anche quando hanno ragione, possono solo stare in galera”. Ora Lettieri potrà tornare tra i suoi amici e compagni di progetti, per portare a termine quello più ambizioso: ricostruire la nuova RiMaflow, in un diverso edificio ma con lo stesso desiderio di valorizzare la dignità del lavoro.