Rocambolesco inseguimento: presa banda di nomadi dedita ai furti. Due di loro sono domiciliati in un campo nomadi di Limbiate.

Presa banda di rom dedita ai furti

Resistenza a pubblico ufficiale, ricettazione, possesso di arnesi atti allo scasso. Queste le accuse cui dovranno rispondere i quattro nomadi, di cui due domiciliati in un campo nomadi di Limbiate, arrestati dai carabinieri di Crema martedì sera, al termine di un rocambolesco inseguimento cominciato dopo un furto in abitazione.

Quattro arresti

Tutto è cominciato a Izano, quando i carabinieri hanno fermato dopo una segnalazione di furto tre uomini e una donna. Si tratta di una banda già nota alle forze dell’ordine, composta da soggetti di origine sinti. Due sono domiciliati a Palestro (PV) gli altri al campo nomadi di Limbiate in provincia di Monza e Brianza. Per lo Stato risultano tutti censurati e senza lavoro.

La prima fuga

Come racconta il nostro quotidiano online GiornalediPavia.it Tutto è cominciato quando in località Vergonzana di Crema una pattuglia ha intercettato e cercato di fermare una Golf nera con targa clonata con a bordo due persone. L’auto era già ricercata in quanto collegata a un tentato furto in abitazione commesso a Izano (CR) il giorno precedente. I due, alla vista dei militari, si sono dati alla fuga, a folle velocità verso Salvirola (CR). Qui hanno anche forzato un posto di blocco dei carabinieri di Camisano sulla Statale 235. La Radiomobile è comunque riuscita a recuperare l’auto quando i due, poi identificati per i primi due arrestati, l’hanno abbandonata in mezzo ai campi per poi proseguire la fuga a piedi. Sul mezzo sono state trovate diverse borse contenenti attrezzi da scasso.

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Intervengono i complici

Un’ora più tardi i carabinieri hanno però fermato un’altra auto, una Polo scura con a bordo i due complici. Ma anche i due fuggitivi, appena fatti salire. Dopo un ennesimo tentativo di fuga effettuato anche dal secondo veicolo forzando un altro posto di blocco, nel corso del quale i malfattori si sono disfatti di ulteriori beni, i quattro sono stati finalmente bloccati.

I carabinieri hanno recuperato quindi tre borse firmate e denaro contante per circa 150 euro, provento di furto in abitazione commesso nella prima mattinata ai danni di un operaio 53enne. Mancano però all’appello altri orologi e preziosi. Ieri mattina davanti al Tribunale di Cremona due dei soggetti fermati sono stati condannati a due anni e a 900 euro di multa ciascuno e obbligo di dimora a Palestro (PV). Gli altri due, a sette mesi di reclusione con obbligo di presentazione in caserma a Limbiate ogni giorno.