Emergono ulteriori dettagli sullo scandalo sanità che ha investito in questi giorni due ospedali Milanesi: il Gaetano Pini e il Galeazzi.

Scandalo Sanità: oltre all’imprenditore sotto inchiesta anche un medico monzese

Oltre alla custodia cautelare in carcere per Tommaso Brenicci, imprenditore titolare di una serie di società, tutte con sede nel centro di Monza, tra gli arrestati (ai domiciliari) c’è un medico monzese, Lorenzo Drago, responsabile del Laboratorio di Analisi del Galeazzi di Milano. Drago è molto noto in città e attivo anche nel sociale.

Ricostruito il meccanismo corruttivo

In concorso con Carlo Luca Romanò – responsabile del Centro di Chirurgia ricostruttiva e delle infezioni osteo-articolari dell’ospedale Galeazzi e anche lui finito ai domiciliari – Drago, avrebbero favorito l’acquisto, da parte dell’Istituto Ortopedico, di dispositivi medici forniti da una delle società riconducibili all’imprenditore Brenicci.

Società di cui gli stessi Drago e Romanò – a quanto si apprende –  detenevano, per interposta persona, una quota di partecipazione al capitale sociale pari al 25% ciascuno. Il tutto in cambio di pagamenti in denaro da parte di Brenicci e del diritto alla distribuzione degli utili della società, previa attribuzione,  per interposta persona, di una quota di partecipazione al capitale sociale.

Il blitz di martedì

Il blitz che ha scatenato la bufera nella sanità milanese, è scattato martedì mattina. I militari del Nucleo di Polizia tributaria della Guardia di finanza di Milano sono entrati in azione su ordine dei pm milanesi Eugenio Fusco e Maria Letizia Mannella. Ai domiciliari, oltre a Drago e Romanò, sono finiti anche Paola Navone, direttrice sanitaria del Cto-Gaetano Pini e i due primari dello stesso ospedale: Giorgio Maria Calori, primario di ortopedia, unità chirurgia ricostruttiva – revisione protesica e Carmine Cucciniello, direttore del dipartimento di ortopedia.

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Il Galeazzi prende le distanze

Intanto dall’Istituto Ortopedico Galeazzi arrivano le prime dichiarazioni. L’ospedale infatti si è dichiarato “estraneo alla vicenda ed ha espresso piena fiducia nella magistratura”.

Un nuovo filone d’indagine

Il filone d’indagine è collegato ad una precedente inchiesta che nel marzo 2017 aveva coinvolto il chirurgo ortopedico brianzolo Norberto Confalonieri (ex primario del Gaetano Pini). ( NE AVEVAMO PARLATO QUI

Prime reazioni politiche

In merito all’inchiesta, in queste ore, si è espresso anche il capogruppo del Pd in Regione Lombardia Fabio Pizzul: “Se le accuse fossero confermate quei medici meriterebbero una pena esemplare e dovrebbero cambiare mestiere. Fare i soldi sulle spalle dei pazienti è un crimine gravissimo per il quale non ci possono essere sconti. E chi avrebbe dovuto controllare e non ha visto o ha fatto finta di non vedere deve dedicarsi ad altro. Soprattutto perché ha tradito il bene più importante per chi si occupa di sanità e pubblica amministrazione: la fiducia dei cittadini.”