Processo “Seregnopoli”. In Tribunale a Monza questa mattina nuova udienza del processo con rito abbreviato sull’urbanistica di Seregno: a giudizio l’ex assessore Gianfranco Ciafrone e l’ex segretario comunale, Francesco Motolese. Sentenza prevista in autunno.

In aula le arringhe della difesa

Nuova udienza nel processo sull’urbanistica di Seregno. In Tribunale a Monza, davanti al giudice Silvia Pansini, hanno preso parola i legali dei due imputati: Michele Sarno e Roberta Minotti, che difendono l’ex assessore Gianfranco Ciafrone, e Raffaele Della Valle che assiste Francesco Motolese. L’accusa è abuso d’ufficio nell’iter di approvazione del piano urbanistico con cui è stato realizzato un supermercato in via Valassina.

La sentenza slitta in autunno

In udienza i legali hanno ribadito l’assoluta estraneità degli assistiti ai fatti contestati e l’assenza di elementi accusatori. Per dimostrare l’innocenza degli imputati sono state presentate nuove intercettazioni non contenute negli atti del procedimento o coperte da omissis. In aula erano assenti entrambi i pm titolari dell’indagine, Giulia Rizzo e Salvatore Bellomo: queste erano state le richieste di condanna. Il giudice Silvia Pansini ha aggiornato il processo all’8 ottobre per la contro replica della pubblica accusa prima della sentenza, che dunque slitta al prossimo autunno.

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Il processo sulla presunta “Seregnopoli”

Gianfranco Ciafrone e Francesco Motolese sono gli unici imputati che hanno scelto il rito abbreviato fra i quindici a giudizio nel processo sull’urbanistica e sull’intreccio fra politica e affari a Seregno. Corruzione, abuso d’ufficio e usura le accuse a vario titolo contestate dalla Procura nei confronti di imprenditori, ex amministratori pubblici, dirigenti e funzionari comunali. Il processo con rito ordinario, iniziato ieri, è stato subito rinviato a metà giugno.