Spacciava eroina alla fidanzatina 15enne: in manette 24enne

Tutto era partito nel 2016, dalla segnalazione di due genitori disperati che, capendo che la figlia di appena 15 anni era caduta nel tunnel della droga e che, cosa ancora più grave, la sostanza gliela riforniva il fidanzo, si erano rivolti agli agenti del Commissariato di Monza.

Spacciavano in stazione

Da lì la Polizia di Stato aveva dato il via a tutta una serie di attività investigative che aveva portato i poliziotti a stringere il cerchio intorno a due italiani – di cui C.M. il fidanzato della ragazzina, un 23enne disoccupato residente a Carnate – e un tunisino che erano soliti spacciare in stazione a Monza.

I tre – tutti con precedenti specifici alle spalle – sono finiti in carcere con l’accusa di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio con l’aggravante di aver ceduto la droga a minorenni. Oltre a C.M., sono stati colpiti dalla custodia cautelare in carcere M.J. 46enne tunisino in Italia da decenni e P.A., 56enne di Villasanta.

Eroina a prezzi stracciati

Ventiquattro i clienti accertati, quasi tutti, appunto, sotto i 18 anni. I tre spacciatori vendevano dosi a prezzi stracciati. Una dose da 0,3 grammi era venduta ad appena 10 euro. Un fenomeno preoccupante, quello del ritorno dell’eroina, visto che si tratta di una sostanza molto economica, ma che provoca dei danni irreparabili a chi la consuma.

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Denunciati due monzesi

Insieme a loro sono stati denunciati a piede libero due soggetti, entrambi italiani ed entrambi residenti a Monza. Si tratta di C.S., di 27 anni e V.E. di 34. Nell’abitazione del 27enne gli agenti hanno trovato – e sequestrato – una pistola scacciacani, materiale da confezionamento, sostanza da taglio, nonché un piccolo quantitativo di droga.

Dalle attività investigative è emerso come gli spacciatori, per comunicare, utilizzassero il gergo in auge negli anni Novanta, il periodo del boom dell’eroina, come “caffè”, “storia”, “marrone”. Tutti elementi che ben si riassumono nel nome dell’indagine “New brown”.