Tirò posacenere in testa a un 17enne, dovrà svolgere lavori socialmente utili. Così ha deciso la scorsa setitmana  il giudice del Tribunale di Monza Simona Caronni.

Tirò posacenere in testa a 17enne

I fatti risalgono a tre anni fa, precisamente al settembre del 2015, quando due giovani si affrontarono in un locale pubblico di Monza in occasione di una festa di compleanno. Il 17enne poi rimasto ferito era in compagnia di alcune ragazze a festeggiare un coetaneo quando l’imputato, che aveva 23 anni all’epoca dei fatti, avrebbe iniziato a corteggiare alcune ragazze che si trovavano nel gruppo della parte offesa. Avances non gradite dagli accompagnatori delle giovani. Dalle parole, forse complice qualche bicchiere di troppo, si era rischiato di passare alle mani,  rissa evitata grazie all’intervento di alcuni amici del festeggiato.

I momenti di tensione però non erano finiti, tanto che l’imputato aveva lanciato un posacenere in testa al 17enne, ferendolo seriamente. Una ferita alla testa per la quale il minorenne aveva dovuto essere sottoposto a intervento chirurgico all’ospedale San Gerardo di Monza per l’inserimento di ben tre placche di titanio.

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L’accusa era di lesioni aggravate

Il 23enne, incensurato,  era quindi stato accusato di lesioni gravi e non erano bastate le scuse presentate alla famiglia del ragazzo rimasto ferito per evitarli il processo. Il giudice ha deciso per la “Messa in prova”, dovrà in sostanza svolgere un’attività  socialmente utile e la relazione dell’Ente presso cui lavorerà verrà successivamente valutata dal giudice monzese. La speranza è che tutto questo gli serva per evitare di commettere simili errori in futuro.