Topolini vivi usati come esche, l’Enpa di Monza e Brianza dice basta. Continua a tenere banco il macabro ritrovamento avvenuto a Ornago.

L’accusa

Durissimo il comunicato stampa inviato nella giornata di ieri, sabato, da parte dell’associazione.

“Abbiamo spesso denunciato episodi di maltrattamento ai danni di animali, ma mai ci saremmo aspettati che l’autore di tali maltrattamenti potesse essere un fotografo naturalista. Una persona cioè che avrebbe dovuto essere amante della natura e rispettosa innanzitutto della vita degli animali. Riuscire a fotografare un rapace o un animale selvatico non è un’impresa facile, richiede molta pazienza, appostamenti nei luoghi giusti e saper cogliere il giusto attimo. Ma c’è qualche fotografo naturalista che questa pazienza non ce l’ha (e non sembra purtroppo un caso isolato) e che per uno scatto migliore non si fa scrupolo di utilizzare un’esca viva per attirare il “modello”. Teatro del crudele set fotografico è stata un’area del Parco Agricolo Nord Est (P.A.N.E.) di Ornago (MB), un’oasi di pace che gli amanti della fotografia naturalistica conoscono e apprezzano per la possibilità di immortalare le numerose specie di rapaci che vi dimorano, come civette, allocchi, barbagianni, gufi e poiane. Qui su un tronco è stato rinvenuto inchiodato per la coda un topolino vivo, presso una fotocamera pronta per lo scatto. Vicino è stata rinvenuta anche una piccola gabbia, con altri topolini bianchi, destinati anch’essi a fare da esca. Il ritrovamento è stato effettuato dalle Guardie Ecologiche Volontarie del parco domenica 3 marzo durante un normale servizio di vigilanza e dell’accaduto sono state informate le autorità competenti, in questo caso i Carabinieri Forestali, che hanno provveduto a porre tutto il materiale sotto sequestro”.

Una situazione preoccupante

“Enpa di Monza e Brianza ha svolto una sua indagine nel mondo dei fotografi naturalisti, scoprendo con raccapriccio che tale pratica è comunemente utilizzata, anche se da una piccolissima minoranza – continua il comunicato – Enpa condanna con fermezza questa pratica crudele, che non può essere certo giustificata dal fatto che i topolini utilizzati vengono comunemente venduti nei negozi come cibo vivo per rapaci o rettili e acquistati da chi ha, dell’amore per gli animali, una visione distorta. Enpa di Monza e Brianza auspica che le forze dell’ordine riescano al più presto a individuare l’autore di questa crudele azione e si riserva di presentare denuncia penale all’autorità giudiziaria, invitando nel frattempo tutti coloro che fossero a conoscenza di fatti analoghi o che si dovessero imbattere in analoghe postazioni a farne immediata denuncia alle autorità competenti”.

Una dura condanna, che arriva pochi giorni dopo quella del Movimento Animalista di Monza e Brianza.

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