Tre condanne nel processo di primo grado che si è tenuto lunedì 1 luglio 2019 al Tribunale di Monza per l’infortunio mortale occorso a Fulvio Salvi, di 51 anni di Sant’Omobono terme (Bergamo), avvenuta il 30 aprile 2015 nell’azienda Piomboleghe di via Eratostene a Brugherio.

Tre condanne

La sentenza del giudice ha riconosciuto colpevoli l’amministratore della società, il direttore della produzione e il titolare dell’azienda per cui lavorava la vittima, che era un addetto alle manutenzioni. Tutti sono stati condannati a 6 mesi di reclusione, con pena sospesa.

’incidente

Salvi avrebbe dovuto eseguire un’opera di manutenzione su un robot. In quel momento lavorava da solo e nessuno aveva assistito all’incidente. All’improvviso era stato colpito alla testa dal pesantissimo braccio meccanico. I dipendenti della Piomboleghe, tornati in azienda dopo la pausa pranzo, avevano trovato il corpo senza del manutentore quando ormai non c’era più nulla da fare.

Le cause

Secondo la ricostruzione avvenuta durante il processo, Salvi per arrivare al macchinario sarebbe passato in un varco (che invece sarebbe dovuto rimanere chiuso) dove si trovavano alcuni sensori che avrebbero messo in moto il braccio meccanico.

Leggi anche:  Muratore cade dal tetto è in condizioni disperate

La ricostruzione in aula

I periti avevano fornito la propria ricostruzione in aula. Il macchinario su cui stava lavorando la vittima prima di morire spostava dei lingotti di piombo da un tappeto a un altro. Il 51enne stava lavorando alla manutenzione dell’impianto e il braccio appunto, aveva identificato nella mano dell’uomo i lingotti. Così si era spostato verso di essa e aveva chiuso il tecnico in una morsa mortale.

TORNA ALLA HOME