L’ultima mediazione non è bastata. Il piano sgomberi delle famiglie morose che vivono negli alloggi comunali di Trezzo prosegue spedito.

Due sgomberi nell’arco di una settimana

L’ultima mediazione non è bastata. Alla fine, martedì pomeriggio l’ufficiale giudiziario, accompagnato dal fabbro, dalla Forza pubblica e da un medico, si è presentato nel cortile di via Gramsci per eseguire lo sgombero di un appartamento pubblico dove da dieci anni viveva una famiglia composta da padre, madre e due figlie (una malata e l’altra minorenne), che da tempo non pagava l’affitto. E’ il secondo sgombero nell’arco di una settimana. Il primo era avvenuto, sempre di martedì, ma in via Adda.

L’Ufficiale giudiziario è stato accompagnato dal fabbro e dalla Forza pubblica

Lo sgombero, durato un pomeriggio, ha vissuto attimi di tensione, con l’inquilina che, disperata, si è sentita male tanto da dover chiamare un’ambulanza (la donna poi non è stata portata in ospedale). Inizialmente il Comune, tramite i Servizi sociali, aveva previsto di collocare temporaneamente la madre e le figlie in un alloggio d’emergenza, ma i quattro non volevano dividersi e così si è optato di accoglierli tutti per due settimane in albergo a spese del Comune in attesa di trovare un’altra sistemazione.

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