Troppa burocrazia e pochi volontari, salta dopo 43 anni il Falò di Omate. Una doccia fredda per i tanti appassionati che ogni anno a Sant’Antonio accorrevano a Omate per assistere alla pira dell’asinello. I primi ad essere delusi sono però gli stessi organizzatori, dell’Associazione culturale omatese, che le hanno provate tutte, ma alla fine hanno dovuto gettare la spugna anche per problemi logistici.

La spiegazione

” Non si tratta della fine di un’esperienza durata più di quarant’anni – si legge in un comunicato diffuso dall’Associazione culturale omatese –  ma solo di un anno di sospensione per permettere agli organizzatori di riflettere bene su come gestire in modo sostenibile diverse problematiche emerse che avrebbero probabilmente reso l’edizione di quest’anno non all’altezza delle aspettative degli omatesi e di tanti altri amici del Falò di Sant’Antonio. I primi ad esserne delusi sono proprio i volontari di ACO che hanno preferito una pausa di riflessione alla realizzazione frettolosa ed incauta di un’edizione “meno calda e scoppiettante”

Stop solo di  un anno

Stop solo per quest’anno quindi perché, nonostante le tante difficoltà, l’associazione è già al lavoro per organizzare altri eventi e sta già pensando anche all’edizione 2020 del Falò, perché la tradizione non può andare in fumo.

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