Un nuovo angiografo da mezzo milione per l’ospedale di Vimercate.

Un importante investimento messo in campo dall’Azienda socio sanitaria territoriale all’interno dell’ospedale di Vimercate. Il nuovo strumento (il primo di 12 che Regione intende installare nei principali nosocomi della Lombardia) è costato 470mila euro è stato presentato ieri, mercoledì, nel laboratorio di Emodinamica della Struttura cardiologica alla presenza del direttore generale dell’Asst, Nunzio Del Sorbo, del dottor Stefano Garducci, responsabile dell’Emodinamica, del direttore sanitario Giovanni Monza, e di tutto lo staff di medici e infermieri.

Il suo utilizzo

Il nuovo angiografo, in servizio da martedì quando è stato utilizzato per il primo paziente, sostituisce una macchina ormai obsoleta che aveva dieci anni di attività. Lo strumento viene utilizzato per la cardiologia interventistica, che si occupa della terapia delle malattie ostruttive coronariche che vengono trattate con intervento di angioplastica, e anche per l’emodinamica, che si occupa del trattamento di patologie valvolari e difetti cardiaci.

“La nuova macchina non è più un semplice angiografo – ha spiegato il dottor Garducci – ma un vero e proprio sistema multimodale e multifunzionale grazie alla possibilità di uso integrato dell’ecografia intravascolare e della tomografia a coerenza ottica. Metodiche che rappresentano il “gold standard” per la valutazione dell’entità delle stenosi coronariche”.

Un maxi display

Il nuovo strumento è dotato anche di un grande display medicale a colori di 56 pollici, grazie al quale è possibile configurare fino a 12 differenti combinazione di schermate. Inoltre, l’immagine di interesse clinico può essere ingrandita fino al doppio di quanto si può ottenere con un display standard. La funzione 3D permette anche di ricostruire immagini tridimensionali di vasi e cavità, consentendo procedure diagnostiche e terapeutiche avanzate.

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I  numeri

Il laboratorio di Emodinamica dell’ospedale di Vimercate ha eseguito nell’ultimo anno 550 angioplastiche coronariche, di cui 150 in emergenza, su pazienti colpiti da infarto miocardico, oltre a una ventina di interventi strutturali di chiusura di difetti cardiaci interatriali.

Le parole del direttore generale

” I vantaggi derivanti dal nuovo strumento si possono riassumere in tre parole – ha tenuto a sottolineare il direttore generale Del Sorbo – Qualità, quantità e sicurezza”.