Una croce celtica nella via intitolata al martire del nazifascismo. Una croce celtica, simbolo nel neofascismo, appesa ad una finestra, nel giorno della Festa della Liberazione dal nazifascismo, nella città Medaglia d’argento al valore civile per la Resistenza, nella via dedicata a uno dei martiri vimercatesi trucidati nel 1945.
Un triplo affronto alla memoria che ha scatenato a Vimercate l’ennesima politica attorno alle celebrazioni del 25 aprile.

E’ accaduto giovedì 25 aprile in via Pierino Colombo. Una scelta non casuale. Colombo faceva infatti parte del gruppo dei giovani partigiani di Vimercate che nel febbraio del 1945 furono trucidati dai nazifascisti nel campo volo di Arcore.

La bandiera con la croce celtica appesa il 25 aprile ad una finestra di via Pierino Colombo, partigiano ucciso dai nazifascisti

L’Anpi chiede che il responsabile venga individuato e punito

L’Anpi Vimercate ha fatto sentire la propria voce con un comunicato diffuso dal presidente Savino Bosisio, che chiede anche che il responsabile del gesto venga individuato.

” Chi vuole rovesciare la storia riproponendo, in chiave “revisionista”, la violenza, la discriminazione, il razzismo o esponendo simboli nazisti – si legge nel comunicato diffuso nella giornata di ieri –  incarna lo stesso significato del nazi-fascismo e non può che incontrare il nostro dissenso e il nostro impegno civile e democratico per affermare i principi costituzionali di libertà, democrazia, giustizia. Esporre una bandiera nazista con il simbolo della croce celtica dalla finestra di casa , il 25 Aprile, Festa della Liberazione, in una via dedicata ad un giovane martire vimercatese, Pierino Colombo, rappresenta un’offesa alla memoria della nostra città insignita della Medaglia d’argento al Merito Civile – prosegue il comunicato – Non possiamo più tollerare e sottovalutare queste provocazioni. Pertanto chiediamo alle autorità locali preposte di dare applicazione alle leggi in vigore (le leggi Scelba e Mancino) che puniscono l’apologia del fascismo, l’istigazione al razzismo, l’organizzazione di iniziative che richiamino simboli ed atteggiamenti di tipo fascista. Noi continueremo comunque ad opporci ad ogni manifestazione o gesto di tipo fascista. Noi vogliamo che la nostra Italia diventi davvero quel Paese antifascista, democratico, solidale che i combattenti per la libertà hanno sognato e per il quale si sono battuti e, tanti, si sono immolati”.

Bosisio va oltre e chiede anche che: ” Le autorità e le forze dell’ordine verifichino quanto successo. Bisogna identificare il responsabile di questo gesto”.

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La reazione dell’Unione degli studenti di Vimercate

Anche l’Unione degli studenti di Vimercate ha diffuso un comunicato a commento dell’accaduto:

“L’Unione degli studenti si schiera contro questo atto terribile e vergognoso. Giusto il giorno prima, una delegazione UdS Vimercate aveva preso parte alla commemorazione presso la Nokia di Vimercate dei 22 lavoratori della Face Standard caduti nella gloriosa insurrezione popolare per la liberazione dal regime fascista. Ci uniamo al presidente ANPI nel dichiarare che quest’atto è una grave offesa alla memoria della nostra città, insignita della Medaglia d’Argento al Merito Civile, e pertanto richiedere alle autorità locali di individuare il responsabile ed applicare le leggi vigenti nel nostro Stato, che puniscono l’istigazione al razzismo e la riorganizzazione sotto qualunque forma del disciolto partito fascista. Il nostro compito consisterà nel lavorare ancora più duramente affinché gli studenti degli Istituti Vimercatesi possano essere coscienti di ciò che è stato il fascismo e di come valga la pena lottare ogni giorno per la libertà”.

Il precedente di febbraio

Solo nel febbraio scorso si era verificato un altro episodio, ancor più grave. Sui muri di un condominio di Arcore sorto dove una volta si trovava il campo volo dove furono trucidati i partigiani vimercatesi,  poche ore dalle commemorazioni erano comparse alcuni svastiche.