Tornato dal Marocco ha trovato la porta di casa con una nuova serratura e da quel giorno vive in macchina per le vie di Usmate.

L’amara sorpresa al ritorno a Usmate

Da giovedì scorso vivono all’interno della loro «Golf», in attesa di poter trovare un tetto dove ripararsi. Lui è Zahir Youssef, 34enne di origine marocchina, da dieci anni in Italia e che da due anni abitava, con la consorte, in un appartamento in affitto, in via Dossi. Una vita passata in Italia lavorando per aziende metalmeccaniche della zona, facendo volontariato per il gruppo di trasporto anziani di Usmate e che è completamente cambiata dopo il suo ultimo viaggio in Marocco dove era andato a trovare la madre che non stava bene:

«Il 3 gennaio sono partito con mia moglie per il Marocco per trovare mia madre – ha affermato Youssef – Sono tornato il 14 febbraio da solo; mia moglie sarebbe arrivata pochi giorni dopo. Arrivato a casa, ho provato ad aprire la porta ma la chiave non entrava più nella serratura. Mi sono accorto che era stata cambiata e ho poi capito che era abitata dal proprietario. Ho provato più volte a chiedere di entrare, ma loro mi hanno detto che avano bisogno dell’appartamento e che il mio contratto era scaduto. Dentro casa ci sono i mobili, i vestiti e anche quei pochi risparmi che avevo messo da parte. Ero disperato e ho chiamato i Carabinieri affinché mi facessero entrare».

Lasciato fuori casa dal proprietario

Youssef aveva un contratto della validità di un anno più un secondo anno: a febbraio questo contratto è scaduto. A gennaio aveva firmato, tramite il Comune, per ricevere il sostegno abitativo che consente, a chi ne ha bisogno e ha i requisiti, di ricevere un aiuto economico per pagare l’affitto di casa.

«Sul contratto firmato da me e dal padrone di casa e protocollato il 7 gennaio 2019 c’era scritto che l’inquilino non poteva essere sfrattato per almeno 12 mesi dalla data della firma – ha continuato Youssef – Per questo ho fatto denuncia ai Carabinieri di Arcore e chiesto aiuto e informazioni al Comune di Usmate. Accompagnato dai carabinieri sono riuscito a recuperare dei vestiti e alcuni effetti personali. Ora devo aspettare la decisione del giudice ma chiedo che mi sia dato un posto dove andare perché non è più possibile passare le giornate in auto con mia moglie. Siamo al freddo, non sappiamo dove lavarci, dobbiamo andare in luoghi lontani dal centro anche solo per fare i bisogni. Non so più cosa fare».

Gli uffici degli assistenti sociali sono a conoscenza della situazione e si sono attivati per cercare una soluzione disponibile il prima possibile, anche se non è facile e per il momento vive in macchina.  La storia completa in edicola oggi con il Giornale di Vimercate sfogliabile anche online su pc, tablet e smartphone.