Valorizzare la cultura significa sviluppare i territori. Con questo obiettivo in mente, la Rappresentanza a Milano della Commissione europea ha partecipato per il secondo anno consecutivo alle Giornate Fai di Primavera (23-24 marzo).

Itinerari europei in Lombardia e Veneto

Nel weekend scorso molti visitatori hanno potuto visitare 14 luoghi storici nel Nord Italia e 38 in tutta Italia che hanno beneficiato dei fondi europei e che sono stati riaperti al pubblico proprio in questa occasione. In Lombardia è stato possibile visitare l’antico mulino Menaglio a Teglio (SO), la Villa del Balbianello a Tremezzina (CO) e il Monastero di Torba a Gornate Olona (VA) che ha beneficiato di un contributo 41 mila euro del fondo europeo per lo sviluppo regionale nel periodo 2014-2020. In Veneto ha invece partecipato all’iniziativa la Villa dei Vescovi a Torreglia (PD), che ha ricevuto un contributo di circa 50 mila euro del fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale nel periodo 2007-2013 per il restauro del muro di cinta della Villa.

Collaborazione Commissione europea e Fai

Collaborando con il Fai «vogliamo mettere in luce le opere, i monumenti, i palazzi storici che fanno parte del nostro patrimonio culturale e che, grazie ai finanziamenti europei, ridiventano accessibili ai cittadini. Dai 7 siti dell’edizione dell’anno scorso, siamo passati a 38, con l’ambizione di arrivare a una mappatura quanto più completa possibile in futuro», ha dichiarato Massimo Gaudina, Capo Rappresentanza della Commissione europea a Milano.

L’antico mulino Menaglio a Teglio

La visita al mulino Menaglio di S.Rocco offre l’opportunità di conoscere la varietà dei cereali prodotti tradizionalmente in Valtellina e le loro storie: grano saraceno, segale, orzo, mais e altri più antichi e ormai scomparsi nelle coltivazioni del territorio valtellinese. Un incontro per scoprire il funzionamento di un mulino a pietra, la macinazione e la trasformazione di tanti chicchi in vaporosa farina, destinata al confezionamento dei cibi tipici valtellinesi: pizzoccheri, polenta taragna, sciàt, pitùt, chisciöi, pane di segale, panùn, minestra di duméga…

Villa del Balbianello a Tremezzina

La splendida Villa del Balbianello sorge su un suggestivo promontorio a picco sul lago di Como. Alla fine del Settecento il principale accesso alla Villa era costituito da una ripida scaletta a picco sul lago.
Ad accogliere gli ospiti, un motto inciso sul pavimento del portico aperto sul porticciolo: “Fay ce que voudras (Fa ciò che vuoi)”, perfetta descrizione dello spirito di quel “luogo di delizie” dove studiare e dissertare di lettere e arti, realizzato dal cardinale Durini a partire dal 1787.

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Monastero di Torba a Gornate Olona

Avamposto militare dei Longobardi lungo le mura dell’antica Castelseprio, poi oasi di preghiera per le monache di un convento, a Torba si respira il Medioevo immersi nella natura lungo la valle del fiume Olona. Il complesso, composto dalle mura del V secolo, da un’imponente torre con interni sorprendentemente affrescati e da un piccola chiesa fu acquistato nel 1977 da Giulia Maria Crespi che lo donò al Fai ed oggi è parte di un parco archeologico Patrimonio mondiale dell’Unesco, iscritto nella lista Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.C.).

Villa dei Vescovi a Torreglia

L’incanto dei Colli Euganei si dispiega davanti al suo orizzonte in sublime armonia con lo straordinario ciclo di affreschi del fiammingo Lambert Sustris che ne decora le stanze e le logge. Edificata nel ‘500 da Giovanni Maria Falconetto con la collaborazione dell’umanista Alvise Cornaro, la villa rappresenta una delle più preziose testimonianze della romanità nel Veneto.

Per saperne di più visitare la pagina specifica del Fai.