Passione e Cultura: la birra, un’infinità di sapori, profumi e colori. L’associazione culturale “La Ghiringhella” di Villasanta ha promosso nelle scorse settimane un percorso di avvicinamento al mondo brassicolo in collaborazione con uno dei massimi esponenti del movimento artigianale italiano: Pietro Fontana, birraio e fondatore del Birrificio del Carrobiolo di Monza, nonché villasantese doc. Quattro serate a tema, nello chalet sede del sodalizio, in via Buozzi, a San Fiorano, alle quali hanno preso parte una ventina di interessatissimi corsisti, che al termine hanno ricevuto anche un vero e proprio attestato.

La Ghiringhella di Villasanta e la birra

L’ultima delle quattro serate monotematiche settimanali si è svolta lunedì 25 febbraio 2019 e ha visto come protagoniste le affascinanti e anche un po’ misteriose, seppur non “facilissime”, “birre acide”. Ma nelle settimane precedenti il birraio aveva dapprima sciorinato i segreti delle birre ad alta fermentazione (per intenderci, quelle caratterizzate soprattutto dalla trasformazione operata dai lieviti e che vedono in particolare il Belgio come caposaldo della tradizione), delle birre luppolate (profumate e agrumate grazie ai luppoli della new wave americana, le moderne IPA, o american India pale ale), delle birre a bassa fermentazione (le lager e le pils che hanno fatto la storia del Vecchio Continente soprattutto fra Germania ed ex Cecoslovacchia con tutti i loro derivati).

La Ghiringhella di Villasanta a tutta birra! Quattro serate con Pietro Fontana VIDEO
I corsisti (col birraio)

Le degustazioni con Pietro Fontana

Il fondatore del Birrificio del Carrobiolo (nato nell’omonimo convento dei padri barnabiti, situato lungo il Lambro nel centro storico della città di Teodolinda, e oggi con sede principale sempre nel capoluogo brianzolo, ma in piazza Diaz) non si è risparmiato: Villasanta ce l’ha nel cuore (ma anche La Ghiringella), e si sente. Ogni sera, una lectio magistralis interessante e divertente, con tanto di assaggi di alcune delle birre più particolari e rappresentative per ciascuno stile trattato: dalle particolari IPA del norvegese Lervig, per esempio, fino a una keller del birrificio bavarese Klosterbrau gestito da un gruppo di dinamiche monache!

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La Ghiringhella e il suo team in campo

Ogni serata, a fare gli onori di casa nello chalet al centro del parco di via Buozzi, il team di volontari dell’associazione. Tutti in campo per curare ogni dettaglio organizzativo, burocratico, logistico, ma soprattutto per mettere a loro agio gli ospiti, addirittura con tanto di “generi di conforto”: pane carasau sardo, taralli pugliesi, grissini torinesi… perché si sa, è vero che le degustazioni sono in dosi da assaggio, ma è sempre bene mettere a suo agio anche lo stomaco! Per l’ultima serata, complici anche le non semplici birre a fermentazione spontanea o “acide” (le più antiche, nate addirittura – forse un po’ per caso – nelle abitazioni degli antichi sumeri ed egizi), ci hanno messo del loro anche i corsisti, sbizzarritisi nel portare sulle tavole anche salumi assortiti della tradizione lombarda.

The Ghiringhella team (sempre col birraio)

Insomma, davvero una bella esperienza, grazie al gran cuore di Pietro Fontana e degli amici dell’associazione. La Ghiringhella comunque non sta mai ferma e a breve tornerà con una proposta davvero stuzzicante, in tarda primavera: una giornata en plein air con degustazioni questa volta del nettare di bacco (ma probabilmente non mancherà anche la birra del Carrobiolo).

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