Il magutt Paolo Mantegazza ha portato la sua arte in quota. Dalla suo “atelier” in azienda a Trezzo ha inaugurato il primo allestimento artistico a quota 1600 metri al rifugio Cimon della Bagozza.

Un magutt con la passione dell’arte

Ha messo le sue opere negli anelli di calcestruzzo da cantiere e poi le ha caricate sul furgone e le ha trasportate lungo un sentiero che si è inerpicato fino a 1600 metri. Dopodiché le ha disposte per dare loro la forma di una cresta montuosa, dando vita a una installazione che per un mese circonderà il rifugio Cimon della Bagozza, nel cuore delle «piccole Dolomiti bergamasche».

Crea con un attrezzo per demolire

Il geometra, classe 1963, imprenditore edile, negli anni, con il solo ausilio degli attrezzi e dei materiali da cantiere per le demolizioni, dalle lastre di ferro spaccate a freddo ha creato una serie di sculture. E per la prima volta ha deciso di mostrare al pubblico con l’installazione inaugurata domenica intitolata «Tra terra e cielo» e «Amicizia, montagna, amore» (dal nome del volume da lui stesso editato, che abbina le foto di lavori e pensieri).

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