Approvati la settimana scorsa dalla Commissione europea 200 milioni di euro per promuovere i prodotti agroalimentari europei sui mercati esteri. Le 81 campagne di promozione selezionate aiuteranno i produttori a comunicare la qualità dei loro prodotti, a promuoverli all’interno dell’Unione e a livello globale e infine a trovare nuovi sbocchi di mercato. A farla da padrone sono i prodotti Dop, Igp e biologici. Ben rappresentata l’Italia, con quasi un terzo delle campagne di promozione selezionate.

Phil Hogan, commissario uscente per l’Agricoltura e lo sviluppo rurale, ha dichiarato: «I prodotti agroalimentari europei sono rinomati in tutto il mondo per la loro qualità e genuinità. Ho potuto constatarlo personalmente in occasione delle visite che ho effettuato in diversi Paesi del mondo – Cina, Giappone, Indonesia, Messico, Colombia – insieme ai produttori del settore agroalimentare dell’Ue. La Commissione europea sostiene il loro duro lavoro diffondendo e mantenendo questa buona reputazione a livello globale».

200 milioni per promuovere i prodotti agroalimentari europei

Le norme in materia di politica di promozione stabiliscono in che modo i finanziamenti dell’Ue – passati da 142,5 milioni di euro nel 2017 a 188,5 milioni di euro nel 2018, per poi arrivare a 200 milioni di euro nel 2020 – possono essere utilizzati per iniziative di informazione e di promozione negli Stati membri e nei Paesi al di fuori dell’Unione.

Nel 2019 saranno disponibili in totale 191 milioni di euro per programmi di promozione selezionati per il cofinanziamento dell’Ue, rispetto ai 179 milioni di euro del 2018. Nel corso di quest’anno verrà data priorità alle campagne rivolte a paesi extra-Ue con il maggior potenziale di crescita, come il Canada, il Giappone, il Messico e la Corea. All’interno dell’Unione verranno cofinanziate campagne volte a promuovere i vari regimi ed etichette europee di qualità.

Le campagne di promozione selezionate

Le campagne di promozione dei prodotti agricoli dell’Ue sono concepite per creare nuove opportunità di mercato per gli agricoltori europei e dell’intera industria alimentare, nonché per aiutarli a consolidare le imprese agricole esistenti (per saperne di più cliccare qui).

Le campagne selezionate riguarderanno un’ampia gamma di prodotti, quali i prodotti lattiero-caseari, le olive e gli ortofrutticoli. Ad esempio, il settore ortofrutticolo disporrà di 16 programmi dedicati, mentre quello lattiero-caseario ne avrà 8. Tra i prodotti italiani che saranno promossi grazie ai finanziamenti europei troviamo la patata di Bologna, il pomodoro San Marzano, vini (Valpolicella, Asti, Barolo), formaggi (Pecorino Romano, Pecorino Toscano), l’aceto balsamico di Modena e l’olio di
oliva.

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Per tutti i programmi di promozione, l’invito a presentare proposte pubblicato a gennaio scorso (2019) dava la possibilità di presentare domanda di finanziamento a un’ampia gamma di organizzazioni, come ad esempio organizzazioni di categoria, organizzazioni di produttori e organismi dell’agroalimentare che si occupano di attività di promozione. La Chafea (Agenzia Ue per i consumatori, la salute, l’agricoltura e la sicurezza alimentare) ha poi proceduto, con l’aiuto di esperti esterni, alla valutazione e alla classifica delle proposte.

Marchi di protezione agroalimentare Ue

Oltre alle campagne di promozione, l’Unione europea protegge i prodotti agroalimentari europei anche grazie ai marchi d’eccellenza Dop, Igp e Stg. Questi prodotti sono tutelati in tutta la Ue e sono riservati a prodotti che rispettano gli standard di produzione tradizionali e il legame con i territori di provenienza.

Grazie a uno specifico sistema di identificazione e tutela, l’Ue protegge i prodotti tipici e tradizionali provenienti da diversi territori all’interno dei suoi confini. Denominazione di origine protetta (Dop), indicazione geografica protetta (Igp) e specialità tradizionale garantita (Stg) sono i tre marchi europei di qualità che vengono attribuiti al “made in” nel settore agroalimentare: Dop e Igp in particolare prevedono un’applicazione puntuale di regole di produzione, di cui sia provata l’origine storica nel territorio dichiarato nella denominazione. Il marchio Stg non è invece necessariamente legato ad un determinato territorio.

I marchi Dop, Igp e Stg, oltre a garantire al consumatore la qualità del prodotto, offrono una protezione legali ai produttori in caso di contraffazioni e frodi alimentari.

L’Ue uccide i nostri prodotti tipici?

Falso! Esistono prodotti quali il Parmigiano Reggiano, il prosciutto San Daniele o l’aceto tradizionale balsamico di Modena, che godono, insieme ad altri 167 prodotti italiani registrati, del marchio di protezione Dop dell’Unione europea. Questo significa che quel prodotto deve essere originario di un determinato luogo e che le sue qualità o caratteristiche sono legate ad un particolare ambiente geografico, incluse le fasi della sua produzione. I marchi di qualità Ue godono di una protezione che può essere fatta valere su tutto il territorio dell’Unione e sono stati ideati anche per contrastare le contraffazioni. Esistono poi prodotti tradizionali per i quali una parte della produzione può avvenire altrove, senza pregiudicare il prodotto. In questo caso saranno inclusi tra i marchi Igp. Tra i 126 prodotti Igp italiani, la bresaola della Valtellina o la finocchiona, ad esempio, non perdono la loro specificità se la carne non proviene da una specifica area geografica.