Il termine Coworking, così come Sostenibilità, Economia della condivisione o Sharing Economy che dir si voglia – ha molte accezioni, e può venire interpretato da numerosi punti di vista.

Ne parliamo con colui che ha fondato, nel 2008, il primo Coworking Network del nostro paese: Massimo Carraro.

La riflessione che Carraro condivide coinvolge una moltitudine di soggetti e punti di vista… vediamo quali sono.

Il Coworking visto dai giovani che si approcciano al mondo del lavoro

“Forse uno dei punti di vista più importanti, in questa attività” – esordisce Carraro – “in quanto coinvolge una categoria senz’altro molto interessata alla proposta di Coworking spaces.”

“È la prospettiva che hanno avuto, nel 2005, le brillanti menti dell’ecosistema della Silicon Valley che hanno coniato questo termine, collegandolo agli spazi che avevano scelto per lavorare, appunto in sharing ma consapevoli delle potenziali sinergie positive che possono nascere in una situazione di condivisione collaborativa.
È da questo gruppo, formato da Brad Neuburg, Chris Messina e Tara Hunt che è nato il “movimento” del Coworking, destinato ad espandersi negli anni successivi, dapprima nel resto degli Stati Uniti e poi via via nel mondo, con l’Europa, “aperta” da Rete Cowo® nel 2008.”

“Portando l’analisi all’Italia del 2019, si può dire che il Coworking è una realtà ormai affermata e assodata, per i giovani.”

“E non si pensi che la cosa coinvolga solo le grandi città: come tutti sappiamo, la comunicazione, l’informazione, la divulgazione oggi ha vettori velocissimi che raggiungono chiunque ovunque, seguendo logiche di passaparola spontaneo e digitale, ulteriormente potenziato dagli algoritmi delle varie piattaforme.”

“Per tale motivo, quanto a informazioni, non vi è più differenza tra un giovane startupper di Milano e uno di un qualsiasi altro comune italiano. Quello che cambia sono gli ecosistemi in cui i giovani si muovono, e qui va detto che vi sono città con molti spazi Coworking, altre che ne hanno pochi o uno solo, e tantissime realtà locali ancora prive di Coworking spaces. Su questo, noi di Rete Cowo® lavoriamo intensamente per portare i valori del Coworking, in cui crediamo e per i quali lavoriamo in modo appassionato ormai da 11 anni, in tutti i centri, di qualunque grandezza.”

“È infatti auspicabile, secondo noi di Cowo®, che un giovane, ovunque abiti, debba avere l’opportunità di:

  • utilizzare un luogo di lavoro adeguato dove svolgere la sua attività in autonomia (anche e soprattutto se sono idee di business da mettere a fuoco)
  • inserirsi in un ecosistema di relazioni positivo e di supporto, come appunto si creano all’interno degli spazi di Coworking di qualità
  • scegliere, per il servizio in questione, una opzione economicamente sostenibile e non speculativa, il che significa semplicemente poter disporre di una scrivania a un costo accessibile e senza vincoli, in modo semplice e immediato”

“A livello sistemico, se tutti i Comuni italiani applicassero questo semplice ‘format’ a una delle mille stanze vuote o sottoutilizzate in carico alle amministrazioni pubbliche, sarebbe una mossa che aiuterebbe molto le nostra economia, secondo me” – sostiene sempre Carraro.

“Feci anche un video, nel 2011, in cui peroravo la causa del Coworking pubblico in tutti i comuni!”

Il Coworking visto dalle istituzioni

“È di pochi giorni fa l’affermazione di un importante uomo politico italiano in prima serata televisiva, relativamente alla sede del suo partito:

“Chiuderemo la nostra sede nazionale per aprirne molte, su tutti i territori italiani, e ogni sede avrà, al piano terra, un Coworking, così che tutti, giovani e non, potranno utilizzare spazi dove lavorare, discutere e portare idee nuove”

“Questo tipo di sensibilità si va ormai diffondendo, e non è un caso se pensiamo che da sempre Cowo® coinvolge le istituzioni in tutte le proprie attività, ed ha seguito con alcune di esse (Comune di Milano in primis) un percorso evolutivo non indifferente, che ha portato, ad esempio, agli incentivi economici al Coworking a Milano, già erogati in più annualità, e in molti altri territori (recente il sostegno economico al Coworking in Sardegna).”

“Si sono anche visti, in questi anni, diverse realtà di spazi gestiti direttamente dal soggetto pubblico, che hanno dati risultati proporzionali al livello di impegno coinvolto.
Ho notizia di realtà lasciate a se stesse, o in mani poco motivate, che hanno dato luogo a gestioni non soddisfacenti, il che riporta l’attenzione non tanto sugli spazi quanto sulla capacità di renderli veri e propri centri di relazione.
È questo infatti l’aspetto che determina – in realtà – le possibilità di successo di uno spazio Coworking, non tanto il mettere a disposizione 4 muri, qualche scrivania e un collegamento wifi.”

“Laddove il pubblico ha compreso questi aspetti e ha elaborato una proposta di valore, i risultati positivi non si sono fatti attendere: mi piace citare l’esempio di uno spazio Coworking in Sicilia: il G55 di Partanna (Trapani), che – grazie a un’attività che vede il Cowo® al centro di attività formative di vario tipo, assistenza alle giovani imprese, giornate di Coderdojo e un ottimo laboratorio FabLab – riesce ad articolare proposte che aiutano concretamente i giovani locali nella loro ricerca di lavoro.”

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“Al tema Coworking e Istituzioni, Rete Cowo® ha dedicato un evento nazionale della serie CowoShare, a cui hanno partecipato – da tutta Italia – realtà del mondo universitario, sindaci, assessori e altri protagonisti del mondo istituzionale.”

Il Coworking visto dalle Aziende

“Le aziende stanno valutando sempre più l’opzione Coworking, per due motivi soprattutto.”

“Intanto hanno scoperto fortissimi vantaggi sia operativi sia di value for money – si pensi ai costi del real estate, ai vincoli contrattuali, alle incombenze legate alla gestione di un immobile – che da soli sono un fattore sufficientemente rilevante.
Vi sono poi fattori culturali legati alla validità dei modelli di lavoro in ambiente collaborativo e condiviso, che si stanno affermando nel mondo corporate.”

“Penso che la crescente attenzione verso il Coworking per Aziende – in tutti i settori – sia frutto anche di progetti innovativi di promozione culturale del Coworking sui vari territori, quale ad esempio l’iniziativa ‘Lavoro Agile’ del Comune di Milano, che da 4 anni promuove presso tutti i soggetti imprenditoriali queste giornate in cui società e aziende sono invitate a gestire in modo agile il tempo dei propri dipendenti e collaboratori.
Nell’ambito di questo progetto i lavoratori possono infatti lavorare da casa o da un Coworking space.
A fine periodo, l’impatto positivo a vari livelli (produttività aziendale, minor inquinamento cittadino, minor congestione delle vie cittadine e sui mezzi pubblici) viene misurato, studiato e divulgato.”

“Infine non dimentichiamo che dal 2017 esiste una legge che regola queste attività, denominate di Smart Working, e questo ovviamente ha il suo peso.”

Il Coworking visto da chi vuole iniziare l’attività

“Da quando Rete Cowo® ha messo a punto un processo – rapido e senza burocrazia – per poter aprire un coworking perfettamente a norma, e senza rinunciare alla propria attività principale, il numero di coloro che si affacciano su questo mercato cresce costantemente.”

“L’approccio che segue il nostro Network – continua Carraro – è quello di cercare di mettere in campo spazi Coworking con un progetto sostenibile, innanzitutto, il che significa una impostazione che permetta sì di guadagnare con il Coworking, ma anche di fare in modo che l’attività abbia un suo soddisfacente sviluppo nel tempo, anche a livello di relazioni.”

“Quello che molti sottovalutano, infatti, è l’aspetto di Community che i migliori Coworking portano avanti attraverso vari tipi di iniziative, che possono riguardare eventi piccoli e grandi, occasioni di formazione, attività di Networking in generale.”

“A livello operativo, infine, è importante valutare tutti i fattori dell’attività, dal problem solving al marketing, dalla fattibilità commerciale alla modulistica per il Coworking… con Cowo® riscontriamo che i progetti che partono con la giusta preparazione e consapevolezza, accompagnati da una strategia di marketing su misura, sono quelli che hanno maggiore riscontro, subito e nel medio-lungo termine.”

Il Coworking visto da… noi che lo facciamo

“Anche tra noi operatori del settore” – chiosa infine il fondatore di Cowo® – “non sempre vi è uniformità di interpretazione… il significato di Coworking è infatti quanto di più aleatorio vi possa essere.”

“Al di là di una generica definizione che vede tutti d’accordo su un piano superficiale, in realtà perfino sulla definizione di Coworking su Wikipedia, a livello internazionale, sono sorte osservazioni critiche, e non da persone qualsiasi ma addirittura da uno dagli ideatori originari, Brad Neuburg.”

“Per quanto riguarda il panorama locale – italiano ed europeo – nel 2011 il Network Cowo® ha pubblicato un documento chiarificatore che definisce molto chiaramente l’approccio Cowo® a questa attività, così che sia gli utilizzatori degli spazi sia coloro che li offrono possano avere una “bussola” di aspetti valoriali che guidi l’esperienza di Coworking.”

“Questo ‘Coworking Manifesto‘, pubblicato in 7 lingue e visualizzato ben 87.000 volte, inizia con un punto che già fa capire il modus operandi community-oriented della nostra Rete.

Il primo punto del decalogo recita infatti ‘Coworking, senza le persone che lo praticano, è solo una parola.'”

PER APPROFONDIRE

Sito istituzionale Rete Cowo® Coworking Network
Coworking su Wikipedia (pagina originale in inglese)
Coworking su Wikipedia (pagina in italiano)

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