Crisi economica alle spalle? Sembrerebbe di sì, almeno stando ai tassi di crescita che l’industria sta vivendo, in particolare in alcune regioni. Lo ha sottolineato il numero uno di Assolombarda Bonomi all’assemblea generale di Confindustria Padova e Unindustria Treviso.

Industria in crescita

“Perché l’Italia torni a crescere con un trend più consistente dobbiamo investire su quei territori capaci di competere nell’arena internazionale e di essere traino solidale del Paese”.

Così Carlo Bonomi, Presidente di Assolombarda, all’Assemblea Generale di Confindustria Padova e Unindustria Treviso.

“Dopo la crisi si sta configurando un nuovo triangolo industriale che include Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto: tutte regioni con un peso preponderante sull’economia nazionale e che stanno registrando tassi di crescita superiori alla media italiana. Insieme realizzano il 40% del PIL del Paese e qui vengono depositati il 62% dei brevetti nazionali: 33% in Lombardia, 16% in Emilia-Romagna, 13% in Veneto. Nel 2017 mostrano un differenziale di PIL contenuto rispetto al 2008 – Lombardia (-1,2%), Emilia-Romagna (-0,7%) e Veneto (-2,7%) – contro una media nazionale al -4,5%; nello stesso anno la disoccupazione è pressoché allineata in Lombardia (6,4%), Emilia-Romagna (6,5%), e Veneto (6,3%), circa 5 punti sotto la media italiana”.

Il ruolo di Milano

“In questi ultimi anni Milano ha saputo evolversi dallo status di gateway internazionale del nostro Paese a città globale. A Milano, infatti, si trova il 33% delle imprese multinazionali e, in un raggio di 60km, si concentra un quarto dell’export nazionale”.

“Sono tre in particolare le caratteristiche che rendono Milano sempre più centro di riferimento mondiale. A partire dal suo ruolo internazionale: la città è inserita tra le alpha city, ovvero quelle con il più elevato grado di integrazione nell’economia mondiale. La sua vivacità in chiave innovativa: la densità tecnologica, misurata in brevetti per abitante, è cresciuta del +14,2% nel 2014-2017. Infine il metodo ambrosiano: fatto di sussidiarietà e di grandi alleanze tra pubblico e privato”.

Prossimi passi: le infrastrutture

“Uno dei temi concreti sui quali bisogna lavorare fin da subito sono le infrastrutture. A questo proposito, vorrei sottolineare la necessità di un’azione congiunta tra le associazioni Confindustriali di Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto nei confronti delle rispettive Regioni e del Governo, affinché non ci siano pregiudiziali ideologiche che siano di ostacolo alla realizzazione di quelle opere necessarie allo sviluppo dei nostri territori e delle nostre imprese, cuore pulsante dell’economia e della crescita sociale del nostro Paese”.