Sovraindebitamento. La legge 3 del 2012 e la riforma del codice della crisi di impresa e dell’insolvenza approvata pochi giorni fa dal Parlamento permettono di risanare la propria condizione debitoria ricorrendo al Tribunale. Ciò può accadere mediante una procedura che consente di trovare un accordo con i creditori. E’ anche possibile ottenere dal Tribunale, addirittura senza il consenso dei creditori, un piano di estinzione dei debiti commisurato alle proprie capacità o possibilità.

Sovraindebitamento, parliamo di saldo e stralcio

L’accordo in questione o il piano approvato dal giudice può essere molto vantaggioso per giungere ad un saldo e stralcio dei debiti contratti con società finanziarie, banche, Fisco e qualsiasi altro tipo di creditore. Il presupposto per accedere a queste procedure è il cosiddetto «sovraindebitamento», vale a dire una situazione di perdurante squilibrio tra debiti assunti e il patrimonio prontamente liquidabile per farvi fronte.

Le tre procedure e chi vi può ricorrere

Le procedure previste dalla legge sono tre, il piano del consumatore, l’accordo di ristrutturazione con i creditori e la liquidazione dei beni. Possono ricorrere a queste procedure i soggetti ai quali non si applica la legge fallimentare. In particolare, possono accedere alla normativa i consumatori, cioè coloro che hanno contratto i debiti per scopi estranei all’attività imprenditoriale; ma anche le piccole società non fallibili, i lavoratori autonomi, i professionisti, le associazioni, le organizzazioni di volontariato le Onlus.

Quando non è richiesto il consenso dei creditori

Nel “piano del consumatore” non è richiesto il consenso dei creditori. Il debitore, infatti, si fa autorizzare direttamente dal giudice. Quest’ultimo, se ritiene che il programma di pagamento sia soddisfacente e commisurato alle effettive possibilità del debitore, lo autorizza, cancellando la residua parte dei debiti. Si possono ottenere con omologa del Tribunale accordi o piani di rientro del debito ridotto del 50/70% con piani di rientro pluriennali (da un minimo di 4 a 6/8 anni).

Leggi anche:  Sciopero scuola 27 febbraio 2019: Unicobas sulle barricate

La documentazione richiesta

In virtù del grande beneficio accordato vi è l’obbligo specifico di depositare una relazione particolareggiata, a cura di un professionista, contenente l’indicazione delle cause dell’indebitamento e della diligenza impiegata dal consumatore nell’assumere volontariamente le obbligazioni; l’esposizione delle ragioni della sopravvenuta incapacità di adempimento da parte del consumatore, una documentazione completa che consenta di ricostruire la situazione economica e patrimoniale dell’interessato.

La liquidazione dei propri beni

In alternativa al piano del consumatore e all’accordo con i creditori, si può chiedere la liquidazione dei propri beni che verranno venduti dal Tribunale – ad eccezione dei redditi necessari per il sostentamento della famiglia – ma si otterrà il vantaggio che all’esito della procedura si otterrà la cancellazione dei debiti residui che non saranno stati soddisfatti con il ricavato della vendita dei beni. Si può ricorrere a tutte queste procedura anche si è già subito il pignoramento della casa e la procedura non si è ancora conclusa con la vendita all’asta. L’ausilio di un professionista specializzato garantirà la scelta della migliore soluzione tra quelle sopra indicate, per meglio tutelare gli interessi dell’indebitato.

Sovraindebitamento, a chi rivolgersi a Vimercate

Esperto in materia di sovraindebitamento è l’avvocato Andrea Spada che riceve nel suo studio di Vimercate, in via Papa Giovanni XXIII.