Metalmeccanici: la debole ripresa del settore è già finita? Alla fine del 2018 sono aumentati i lavoratori in cassa integrazione in Brianza e Lombardia.

Metalmeccanici, la ripresa rallenta

Nel primo semestre 2018 il settore metalmeccanico lombardo aveva fatto segnare deboli segnali di ripresa, nella seconda parte dell’anno però le cose sono peggiorate. A fine 2018, nonostante un calo delle aziende colpite dalla crisi (259, pari a un – 20%) si è registrato un aumento dei lavoratori in cassa integrazione, sia ordinaria  (7.698 contro 6.402) che straordinaria (1.526 contro 1.190). Complessivamente, sono ben 9.647 (+14,19%) i lavoratori coinvolti da situazioni di crisi nel semestre, 2000 quelli colpiti da cassa straordinaria e chiusure.

Il rapporto della Fim Lombardia

I dati sono evidenziati nel 46° Rapporto sulle situazioni di crisi dell’Osservatorio della Fim Lombardia, relativo al 2° semestre 2018, presentato ieri mattina, giovedì 7 febbraio,  nella sede regionale Cisl di via Vida a Milano. E’ in decremento il ricorso alla mobilità (-48,57% per le aziende interessate e – 50,60% per  i lavoratori coinvolti). Il numero delle imprese interessate da procedure di mobilità scende infatti a 18 contro le 35 del semestre precedente. In calo i licenziamenti che passano a 423 contro gli 856 dell’ultima rilevazione. Perlopiù derivano da crisi aziendali con riduzione del personale (15 aziende, con 298 licenziamenti) e per una piccola quota da cessazioni di attività o fallimenti ( 3 aziende per 119 licenziamenti).

La dimensione media delle imprese coinvolte da processi di crisi si colloca a 51 addetti, taglia dimensionale sempre inferiore e distante dalla media di 90 addetti per impresa del 2003, che indica il costante e crescente coinvolgimento delle piccole imprese nelle situazioni di crisi.

Milano e la Brianza i territori più colpiti

I territori maggiormente coinvolti nel semestre sono Milano (33%), Brianza (18%), Varese (10%), Cremona (9%) e Lecco (9%). Seguono Brescia e Como con il 5% circa e poi gli altri territori con sospensioni minori. La cassa integrazione ordinaria è particolarmente accentuata nei territori di Milano, Brianza, Cremona, Lecco e Varese. In Brianza e Varese vi è la compresenza anche dell’alto utilizzo di cassa integrazione straordinaria, che evidenzia la persistenza di situazioni di forte difficoltà. Mentre la mobilità è accentuata a Milano e Cremona.

Il commento di Donegà

“Per la prima volta da quattro anni registriamo una riduzione degli organici senza previsioni di sostituzioni dei dimissionari e dei pensionati e senza il rinnovo dei contratti dei lavoratori a termine – sottolinea Andrea Donegà, segretario generale Fim Cisl Lombardia -. Il nostro timore è che le imprese possano continuare su questo trend utilizzando Quota 100 e il decreto dignità riducendo gli organici a costo zero senza creare nuove occasioni di lavoro. Per questo siamo impegnati a rilanciare la contrattazione aziendale, per sollecitare le imprese a stabilizzare i contratti temporanei e dare opportunità occupazionali ai giovani. La cura delle competenze delle lavoratrici e dei lavoratori è la via migliore per garantire occupabilità alle persone e competitività e crescita alle imprese”.

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