Tutto confermato. Mercoledì Il 6 febbraio 2019 è stato indetto uno sciopero dei benzinai di ben 24 ore. la categoria protesta contro il Ministero dell’Economia, “reo” d’aver cancellato con un colpo di spugna un’agevolazione attesa da 15 anni e stipulata dal precedente Governo.

Stazioni chiuse mercoledì 6 febbraio 2019

Lo sciopero nazionale degli impianti di distribuzione carburanti (comprese autostrade, tangenziali e raccordi) partirà alle 22 di martedì 5 febbraio 2019 e terminerà alle 22 di mercoledì 6 febbraio 2019.

La protesta, fanno sapere i sindacati, nasce dal fatto che il Ministero ha deciso di confiscare il rimborso che, dopo oltre 15 anni di trattative, il Governo precedente aveva finalmente approvato con la finanziaria 2018 in termini di credito d’imposta a favore dei gestori, riconoscendo il maggiore livello di commissioni bancarie collegate alle transazioni con carte di credito, subito in ragione dello straordinario peso fiscale che grava sul prezzo dei carburanti.

Quando si dice, oltre al danno…

“Al prezzo medio attuale della benzina (circa 1,5 euro al litro), ogni 100 euro di commissioni che il sistema bancario pretende dal gestore, 66,59 euro sono generati dal tributo incassato dall’Erario, vale a dire proprio dal Mef, che quindi più di qualunque altro soggetto dovrebbe sostenere e prudentemente difendere tale provvedimento. Quel provvedimento sul credito d’imposta che, partorito 13 mesi fa, i gestori non hanno neanche potuto cominciare a spendere per i ritardi dell’amministrazione, è stato reso persino tassabile ed è stato incassato nel frattempo dal monopolista Nexi che ha cominciato a raddoppiare il peso delle commissioni, senza che né il Mef, né l’Antitrust, trovassero niente da ridire, nonostante le ripetute sollecitazioni”.

Questa la posizione dei sindacati.

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