La Lombardia conferma, in tema di turismo, la sua vocazione internazionale. Lo dicono i dati Istat relativi al 2018, elaborati da Polis Lombardia, l’istituto regionale per il supporto alle politiche della Lombardia.

Turismo: la Lombardia si conferma meta internazionale importante

In base all’indagine, il trend e’ in costante crescita dal 2015, l’anno di Expo. Gli arrivi (che identificano il numero di clienti arrivati che hanno effettuato il check in nell’esercizio ricettivo nel periodo considerato) sono aumentati del 26,4%, ovvero di 3,5 milioni rispetto al 2013 e del 3,5%, cioè 575.000 rispetto al 2017.

“Dai laghi alle montagne, dalle città d’arte sino agli itinerari enogastronomici – ha detto l’assessore regionale al Turismo, Marketing Territoriale e Moda, Lara Magoni – siamo in grado di presentare un ventaglio di offerte diversificate e capaci di soddisfare qualsiasi tipo di esigenza del turista, sia nazionale che internazionale. La nostra regione vanta anche il maggior numero di siti Unesco, ben undici, e dimostra di poter ospitare nel migliore dei modi i grandi eventi internazionali.”.

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Milano la più visitata. Sondrio quella che cresce di più

La città più visitata è sempre Milano che raggiunge quasi 7,8 milioni di arrivi avendo addirittura migliorato il traguardo del 2015 con Expo. Al secondo posto si conferma Brescia con quasi 2,8 milioni
di turisti e al terzo Como con circa 1 milione e 400 mila visitatori. Buona anche la posizione di Sondrio che sfiora il milione di arrivi e supera i 3 milioni di pernottamenti piazzandosi per numero di arrivi al sesto posto dietro Bergamo e al quarto posto, dietro Milano, Brescia e Como per numero di
presenze. Sondrio e’ la provincia che, nell’ultimo anno, ha registrato il maggior incremento del turismo con più  51,8%.

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Brianza in basso nella classifica

Nella classifica delle località turistiche a maggior vocazione internazionale, Monza e Brianza si posiziona nelle parti basse, al terz’ultimo posto davanti a Mantova e Pavia.

Sono infatti nazionali il 66,3% degli arrivi a fronte di un 33,7% di stranieri. Poco differente la situazione per quanto riguarda le presenze, vale a dire il numero di notti trascorse negli esercizi ricettivi, nel periodo considerato: se gli italiani rappresentano il 62,8%, gli stranieri sono il 37,2%.

Ma capacità ricettiva in crescita

La contrazione dell’offerta alberghiera, che ha interessato in particolare Lecco, Pavia, ma anche Mantova, Varese e Cremona, ha fatto segnare una tendenza differente, tra le altre, per Monza e Brianza.

Con 62 strutture alberghiere e 216 extralberghiere, il capoluogo brianzolo ha fatto segnare una crescita rispettivamente del 3,3 % e del 24,1% nel periodo 2017/2018.

Rilevante la dimensione media degli alberghi: Monza e’ seconda solo a Milano (numero medio di posti letto disponibili 94, Milano 114); per le strutture extralberghiere Monza (10 posti) e’ invece al terz’ultimo posto davanti a Milano (9) e a Cremona (8). Bassa pure la densità ricettiva, con 2,4 posti letto ogni
1.000 abitanti.