Matteo Baraggia correrà da solo alle elezioni del prossimo 26 maggio ad Aicurzio. Infatti il candidato sindaco della civica “Per Aicurzio” Matteo Baraggia sfiderà… se stesso. No, non è una barzelletta, avete capito bene. Infatti sarà l’unico candiato alla corsa per la poltrona di sindaco. La leader delle forze di minoranza Rosalba Baraggia ha dato forfait e ha dichiarato che non presenterà nessuna lista alle elezioni proprio come Michele Ciarla.

Fatto più unico che raro che non è mai accaduto nella storia del piccolo Comune.

E proprio stamattina è stato diramato un comunicato stampa da parte di Rosalba Baraggia, leader della civica “In Comune” che ha spegato i motivi che l’hanno spinta a non presentare nessuna lista elettorale da contrapporre a Baraggia.

“Matteo avrai comunque il fiato sul collo”

“In occasione delle elezioni amministrative del prossimo Maggio l’organizzazione politica “in Comune”, presentatasi per la prima volta nelle passate elezioni guadagnando un seggio nelle file dell’opposizione, prese la decisione concorrere anche in questa tornata amministrativa – si legge nel comunicato stampa diramato dalla civica “In Comune” –  Le problematiche poste nel passato programma si sono ripresentate tale e quali. In particolare si è acuita quella disgregazione del tessuto sociale per cui non c’è più un senso di comunità, il pensare e lavorare per il noi e non per l’io.
Le motivazioni possono essere diverse: la situazione politica nazionale favorisce individualismi ed egoismi, ma sicuramente 15 anni di centrodestra ad Aicurzio ha dato i suoi effetti. Riportare il noi nella comunità sarebbe stato il primo punto del nostro programma, quello senza il quale tutto il resto non avrebbe avuto senso. Per fare ciò non bastava trovare una decina di persone pronte acriticamente ad alzare la mano a seconda di ciò che la giunta proponeva. Per un progetto tanto ambizioso quanto necessario, occorre un movimento di persone che convintamente e fattivamente lo sostenga e tre o quattro consiglieri che si prendessero a carico ognuno un obbiettivo per svilupparlo e portarlo alla conclusione entro fine mandato. La decisione dell’altra lista di opposizione di non presentarsi; le evidenti divisioni all’interno del centrodestra; una prima bozza del nostro programma con obiettivi belli, interessanti, stimolanti ed innovativi rispetto ad una tradizionale visione di amministrazione di un comune, facevano ben sperare nella possibilità di ribaltare la situazione politica amministrativa della nostra comunità. Purtroppo non siamo riusciti a formare una lista che puntasse al governo del comune. Le motivazioni del fallimento sono tante: limiti oggettivi e soggettivi; scarsa presenza in paese; un linguaggio non adeguato; paure; apatia; problemi personali; delusioni; financo dichiarazioni rese dal capogruppo dell’altra lista di minoranza in una pubblica assemblea in cui proponeva di non fare nessuna lista e lasciare tutto in mano al centrodestra sperando che non riuscendo ad arrivare al quorum si sarebbero invalidate le elezioni.
Dichiarazione improvvida e deplorevole subito ripresa dalla stampa locale che l’ha amplificata creando sconcerto e delusione nella gente. Sabotando di fatto la creazione di una lista di democratici e progressisti con un programma degno di un comune votato al futuro. Chiunque abbia un po’ di dimestichezza con la filosofia politica sa che la democrazia è tale se ha una maggioranza ed un’opposizione, diversamente si chiama dittatura. Ci siamo quindi orientati su di una lista meno impegnativa che puntasse all’opposizione, la legge elettorale impone che le liste devono essere composte per un minimo di sette persone, ne avevamo quattro. Entro venerdì 26 aprile 2019 avremmo avuto una risposta da altre quattro. Siamo al pelo con i tempi, ma con uno sforzo, se le risposte sarebbero state positive, potevamo farcela. Altra tegola: venerdì mattina il cittadino di Monza pubblica la notizia che ad Aicurzio il centrosinistra non presentava alcuna lista. Evidentemente qualcuno al grido di “crepi Sansone con tutti i filistei”, anteponendo astiosità personali e personalistiche al bene della comunità, ha soffiato questa notizia parlando a nome di un centrosinistra, quindi a nome anche nostro, senza alcun mandato. È chiaro che quando alla sera del 26/04 ci siamo trovati con chi avevamo proposto l’entrata in lista, questi, vista la situazione confusa e poco seria verificatasi, hanno fatto prevalere le perplessità che avevano sulla scelta di partecipare.
Ci chiediamo tutto ciò a chi giova, chi preferisce giocare con il futuro del paese piuttosto che impegnarsi o quantomeno non mettere bastoni fra le ruote? Speriamo che queste persone abbiano agito senza davvero rendersi conto di ciò che hanno fatto e che in un momento di lucidità ricusino le proprie posizioni. La lista “in comune” quindi non si presenterà alle elezioni.
L’organizzazione politica “in comune” sarà comunque presente in paese: con il proprio simbolo, la propria bacheca, la pagina Facebook . Insomma l’opposizione continuerà ad esserci, non in Consiglio comunale, ma fra la gente: politicamente e culturalmente. Controllando, stimolando cercando nel suo piccolo di promuovere il noi al posto dell’io. Il valore della comunità. A conclusione ringraziamo il candidato Matteo Baraggia per la sua telefonata di ieri 26/04 in cui si dichiarava sinceramente stupito e dispiaciuto per la nostra impossibilità di comporre la lista. Gli abbiamo risposto di stare sereno, avrà comunque il nostro fiato sul collo”.

Cosa dice la legge?

Matteo Baraggia non sarà eletto direttamente sindaco ma dovrà comunque passare sotto le forche caudine delle elezioni e la sua corsa a sindaco non sarà una passeggiata. Infatti la legge parla chiaro: Matteo Baraggia dovrà raggiungere un numero di voti validi non inferiore al 50 per cento dei votanti ed il numero dei votanti non dovrà essere inferiore al 50 per cento degli elettori iscritti nelle liste elettorali del comune. Qualora non si siano raggiunte tali percentuali, l’elezione è nulla.

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Lo dice il “Testo Unico delle leggi sull’ordinamento degli Enti locali”, approvato con Decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, che al Capo III, articolo 71 regola l’elezione del sindaco e del consiglio comunale nei comuni sino a 15.000 abitanti

Al comma 10 il Testo unico recita: “Ove sia stata ammessa e votata una sola lista, sono eletti tutti i candidati compresi nella lista, ed il candidato a sindaco collegato, purché essa abbia riportato un numero di voti validi non inferiore al 50 per cento dei votanti ed il numero dei votanti non sia stato inferiore al 50 per cento degli elettori iscritti nelle liste elettorali del comune. Qualora non si siano raggiunte tali percentuali, l’elezione è nulla”.